Forza Nuova, altri quattro indagati per istigazione a delinquere. Ora il leader è un ex-ultrà

Per i pm, «istigavano pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni»

Forza nuova, altri quattro indagati per gli scontri a Roma
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Martedì 12 Ottobre 2021, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 19:52

Ancora un colpo al movimento dell'ultradestra di Forza Nuova, con altri quattro esponenti indagati, dopo gli arresti per i disordini al corteo No Pass di sabato scorso a Roma (di questi, sette sono militanti di Fn tra cui i leader del movimento di ultradestra). Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Cirillo e Stefano Saija, sono iscritti nel filone di inchiesta della Procura di Roma che ieri ha portato all'oscuramento del sito web dell'organizzazione. Nel loro confronti i pm contestano l'avere istigato «pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni» in un comunicato nel quale - riferendosi agli scontri di piazza- si sosteneva che «la rivolta non si ferma» e che il popolo «ha deciso di alzare il livello dello scontro».

Forza Nuova: istigavano a commettere delitti e contravvenzioni

Altri provvedimenti giudiziari però pesano sui militanti: Stefano Saija è anche indagato per apologia di fascismo dalla procura di Torino per uno striscione comparso nel 2019 nel capoluogo piemontese con la scritta «spezza le catene dell'usura, vota fascista, vota Forza Nuova». Assieme a lui, figura inoltre il coordinatore regionale, Luigi Cortese. Con i vertici del movimento decapitati, spuntano nuovi generali neri.

Il comando dell'organizzazione è stato adesso affidato al responsabile romano e dirigente nazionale di Fn, Pino Meloni, chiamato 'Pinuccio La Ranà, storico esponente di spicco della destra romana ed ex-ultrà della Roma. Meloni fu coinvolto e finì in carcere per la vicenda dell'accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin allo stadio di Brescia nel '94. Oggi è tra i camerati che il 6 settembre scorso furono fermati dalla Digos nella Capitale e poi rilasciati, assieme allo stesso Giuliano Castellino, in vista di una manifestazione No Green Pass, annunciata per quel giorno davanti a Montecitorio.

 

E dopo l'oscuramento del sito, l'organizzazione pensa ora ad un luogo virtuale alternativo: oltre ai già esistenti social come Vk, chat di Telegram e varie riviste della galassia neofascista, potrebbero provvedere - almeno nei loro intenti - allo spostamento della piattaforma sui domini web in Russia, come propongono diversi militanti. Prima però potrebbe arrivare lo scioglimento di Forza Nuova stessa, invocato da più parti e che ha portato a diverse mozioni che saranno discusse al Senato il 20 ottobre. La possibilità che l'organizzazione venga messa al bando, è concreta anche per Maurizio Boccacci, altro storico esponente della destra neofascista e fondatore del 'Movimento Politicò (nel '94 con Pino Meloni coinvolto nella vicenda del tentato omicidio del vicequestore) che fu sciolto nel '93 con un decreto che diede poi vita alla cosiddetta legge Mancino.

«All'epoca 'Mp' aveva avuto fatto eclatanti e molto più dure di fronte alle prime ondate di migranti, oggi invece la situazione di Fn è diversa», dice Boccacci manifestando solidarietà agli arrestati, che giovedì prossimo saranno sottoposti all'interrogatorio di garanzia. «Punteremo a dimostrare, attraverso analisi dei filmati, l'esatta dinamica di quanto è realmente accaduto», spiega Carlo Taormina, legale dei militanti neri e del leader di #ioapro, Biagio Passaro, finiti in manette.

Sul filone delle dure contestazioni di queste settimane da parte dei No Vax e No Pass, nella bufera giudiziaria non è finita solo l'ultradestra. A Vicenza 13 persone sono indagate, due delle quali per istigazione a delinquere e per minacce al presidente della Repubblica, al premier Draghi o sostenitori dei provvedimenti contro il Covid. E in queste ultime ore l'ennesimo episodio di minacce arriva nei confronti di un altro sindacato. dopo l'assalto alla sede della Cgil: una busta con un proiettile e una lettera anonima di minacce al segretario della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini, è stata recapitata nella sede della Cisl Firenze-Prato

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