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Foggia, sparatoria tra i bagnanti davanti a uno stabilimento: ucciso un parcheggiatore abusivo

E' successo davanti all'ingresso del lido Holiday, a Marina di Lesina. La vittima è Maurizio Cologno, un parcheggiatore abusivo di 52 anni

Foggia, sparatoria tra i bagnanti davanti a uno stabilimento: ucciso un parcheggiatore abusivo
di Michela Allegri
4 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 07:41 - Ultimo aggiornamento: 15 Agosto, 08:38

Sei colpi di pistola davanti a uno stabilimento balneare affollato, con famiglie e bambini. Un agguato in piena regola, sotto il sole di agosto. Le urla, la gente che corre e un uomo che si accascia a terra, senza vita. Era quasi mezzogiorno, è successo davanti all'ingresso del lido Holiday, a Marina di Lesina, provincia di Foggia. La vittima è Maurizio Cologno, un parcheggiatore abusivo di 52 anni, forse stava chiedendo denaro agli automobilisti che sostavano sul lungomare, anche se il posteggio per il lido sarebbe gratuito. Gli hanno sparato in pieno volto, mentre una raffica di colpi ha raggiunto una macchina poco distante. Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri sembra che a sparare siano stati due sicari. Sulla scena del crimine c'era anche un monopattino che, probabilmente, apparteneva alla vittima. Nessun altro è rimasto ferito, ma la paura è tantissima: i bagnanti erano terrorizzati e in molti sono tornati a casa. «Non si può più vivere qui, neppure trascorrere una giornata di serenità con la propria famiglia, con i bambini», hanno detto alcuni di loro, sconvolti.

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LE INDAGINI
Al vaglio degli inquirenti, il passato di Cologno: ha precedenti per reati contro il patrimonio, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, estorsione, porto abusivo di armi e stupefacenti. Nel marzo 2013, mentre era in regime di sorveglianza speciale, era stato arrestato per violazione della misura di prevenzione, danneggiamento aggravato, minacce e violenza privata. Aveva sfondato la porta della segreteria del comune di San Severo e minacciato assessori, impiegati e il capo di gabinetto. Nel 2017, invece, era finito in manette perché, mentre era ai domiciliari, aveva trasformato la sua casa in una fortezza videosorvegliata: le telecamere erano piazzate in ogni angolo all'esterno dell'edificio. All'interno, su un tavolino, gli inquirenti avevano trovato una busta di marijuana, un coltello a serramanico e sacchetti in cellophane per il confezionamento delle dosi. Al momento, per l'agguato, le indagini puntano sulla pista della criminalità comune.

«Abbiamo sentito le urla e poi abbiamo visto una persona a terra. È successo tutto in pochi istanti», hanno raccontato alcuni testimoni ai carabinieri. Gli assassini sarebbero arrivati e fuggiti a piedi, approfittando della confusione per disperdersi tra la folla. Gli inquirenti, però, stanno già analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza che potrebbero avere immortalato l'agguato.


LE REAZIONI
Non si ferma la scia di sangue nel foggiano. Meno di due settimane fa padre e figlio, 58 e 27 anni, sono stati giustiziati con colpi di pistola alla testa, nelle campagne di Cerignola, per un prestito non onorato. Un'ondata di violenza per la quale il governatore pugliese, Michele Emiliano, chiede aiuto: «La misura è colma. Un altro efferato omicidio consumato davanti a una spiaggia gremita di turisti: sono anni che chiedo ai ministri dell'Interno succedutisi nel tempo di prendere molto sul serio ciò che accade nella provincia di Foggia, ma ogni volta siamo nuovamente qui a commentare un efferato omicidio perpetrato con modalità mafiose. A Roma non si può pensare che solo perché una cosa è accaduta a Foggia debba essere accettata o minimizzata. Foggia e la sua provincia non hanno più pazienza». La deputata 5Stelle di San Severo, Carla Giuliano, componente della commissione Giustizia, fa un «appello per favorire il risveglio del senso civico della comunità», mentre Forza Italia Puglia e il consigliere regionale di FdI, Giannicola De Leonardis, chiedono «provvedimenti urgenti», in particolare con «un potenziamento delle forze dell'ordine».

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