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Filippo Ferlazzo, i problemi mentali dell'omicida di Alika a Civitanova: ad aprile finì in ospedale

Le lacrime in carcere: sono distrutto, chiedo scusa. La madre amministratrice di sostegno

I problemi mentali di Ferlazzo. Ad aprile era finito in ospedale
di Benedetta Lombo
4 Minuti di Lettura
Domenica 31 Luglio 2022, 01:22 - Ultimo aggiornamento: 13:06

CIVITANOVA(Mc) Dalla sua cella del carcere di Montacuto Filippo Ferlazzo piange, si dispera per quello che ha fatto. «Mi dispiace, chiedo scusa: sono distrutto», ha ripetuto. A 32 anni è accusato dell’omicidio di un ambulante di sette anni più grande, Alika Ogorchukwu, nigeriano, padre e marito di una donna straziata dal dolore, ucciso a mani nude in pieno giorno e in pieno centro a Civitanova. «È veramente addolorato, ha pianto sempre, non si capacita che quell’uomo è venuto a mancare», ha spiegato ieri mattina il suo legale, l’avvocato Roberta Bizzarri, che lo ha raggiunto in carcere per parlarci. «Stavo passeggiando in corso Umberto con la mia compagna - ha detto - quando il nigeriano si è avvicinato per chiedere l’elemosina. Lo ha fatto in modo insistente, a un certo punto ha strattonato per un braccio la mia compagna».

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La furia omicida

Lei si è liberata dalla presa continuando a camminare, lui non ci ha visto più: quel gesto avrebbe fatto scattare qualcosa nella sua testa, si è fermato, ha seguito Alika, si sarebbero insultati e poi si è passati alla violenza. Ferlazzo, a quel punto, avrebbe preso la stampella che il 39enne usava per camminare e con quella lo avrebbe colpito, continuando a mani nude. Un attimo dopo i due sono finiti a terra: il trentaduenne è salito sopra il nigeriano, continuando a colpirlo e stringendogli le mani al collo. Poi si è alzato, ha raccolto il proprio orologio, che si è rotto nella colluttazione, e un telefono cellulare. «Era quello della vittima, ma lui non se n’è neanche accorto, pensava fosse il suo», ha spiegato l’avvocato. Eppure, per questo episodio il pm Claudio Rastrelli gli contesta anche il reato di rapina. 

 

L'udienza

Domani ci sarà l’udienza di convalida davanti al gip Claudio Bonifazi, ma il legale ha già anticipato che chiederà una perizia psichiatrica «per via delle problematiche di cui soffre – ha spiegato –. È sottoposto ad amministrazione di sostegno (la madre è l’amministratrice), ha problemi di natura psichica e ad aprile aveva effettuato un accesso all’ospedale di Civitanova. Per quello che ho saputo, soffrirebbe di un disturbo bipolare borderline, ma non ho ancora avuto modo di controllare tutte le carte». Ad aprile scorso il 32enne era andato in ospedale a Civitanova, non si sentiva bene e lo avrebbero sottoposto a visite psichiatriche.

Il ricovero

Da quanto emerso il 32enne non seguiva una terapia farmacologica, era stato in una comunità a doppia diagnosi per un paio di anni, e da qualche mese si era trasferito a Civitanova, sembra per questioni di cuore. «Sono straziata da quanto accaduto e vicino al dolore della famiglia della vittima», ha detto la madre di Ferlazzo all’avvocato Bizzarri. «Le ho chiesto la documentazione sull’invalidità e le patologie - afferma il legale -. Ha chiesto del figlio, cosa poteva fare per incontrarlo». Per martedì, intanto, è stato fissato l’esame autoptico sulla salma del 39enne, a eseguire l’accertamento irripetibile sarà il medico legale Ilaria De Vitis.
 

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