Federico Lugato disperso in montagna da quattro giorni: più di 100 persone lo cercano nel bellunese

Il campo base dei soccorsi a Pralongo
di Alessia Trentin
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Lunedì 30 Agosto 2021, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 10:37

La quarta giornata di ricerche è terminata in serata ma di Federico Lugato, il 39enne mestrino scomparso il 26 agosto durante un’escursione del gruppo Tamer–San Sebastiano a Val di Zoldo, nessuna traccia. Oggi si riparte, si batterà un’altra pista leggermente diversa da quella di questi giorni. Oggi è prevista anche una riunione in Prefettura, per fare il punto e per decidere come proseguire da qui in avanti, un passaggio necessario superati i tre giorni dalla scomparsa. 

Federico Lugato, cellulare


Anche ieri oltre cento persone, compresi numerosi amici dell’escursionista scomparso, si sono distribuite lungo il sentiero ad anello che l’uomo aveva intenzione di percorrere giovedì. Sono state ampliate le zone di indagine e l’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, ha a lungo sorvolato luoghi considerati primari. Oggi, dopo il posizionamento del cellulare segnalato dall’ultima cella agganciata, è arrivata la tracciabilità dei dati precedenti, che indicherebbero la Val Pramper, dove domani si concentreranno le ricerche. 

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«Ad ora non abbiamo trovato nessun riscontro oggettivo – spiegava ieri in serata Alex Barattin, delegato del Soccorso Alpino -, è stato fatto un ottimo lavoro. Siamo ritornati a rifare le zone battute nei giorni scorsi ma più in dettaglio, anche con l’ausilio dell’elicottero nel tardo pomeriggio, ma l’esito è stato ancora negativo. Per domani (oggi) abbiamo programmato un’altra attività con i vigili del fuoco, ci sono segnalazioni fatte da terzi in via di verifica, arrivate in centrale in questi giorni». Anche ieri hanno preso parte alle ricerche decine e decine di volontari, arrivati da tutto il Nord Italia per dare il proprio contributo. 

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Il quartier generale è sempre il piazzale del campo sportivo, quel parcheggio dove ancora è parcheggiata la Megan grigia di Federico, proprio all’imbocco della strada bianca da cui il trentanovenne avrebbe iniziato la sua gita. Ci sono persone che hanno preso giorni di ferie dal lavoro per essere presenti, dormono in zona e ogni mattina continuano a presentarsi puntuali per battere i boschi e i sentieri che Federico potrebbe aver percorso. Le ipotesi sono tante, l’area vasta e molto boscosa. «Il sentiero di per sé era semplice, ma non possiamo sapere se lui l’ha percorso o se si sia spostato al di fuori – prosegue Barattin -, i dirupi ci sono tutt’attorno, li abbiamo controllati tutti ma potrebbe aver tagliato passando per i boschi. Il primo giorno i cani hanno fiutato una traccia, noi l’abbiamo seguita ma senza trovare niente; è chiaro che più passa il tempo e più le tracce si affievoliscono». 
L’area dell’anello si distende per circa 12 chilometri, un’escursionista impiega 4 ore per portarlo a termine ma il raggio di azione si allarga notevolmente se si considerano i boschi attorno, dove l’uomo potrebbe essersi spinto. Al gruppo di volontari ieri si sono aggiunti anche gli uomini dell’Ana Belluno, contattati dalla Provincia su richiesta della Prefettura, per accelerare e ampliare il campo di ricerca. I famigliari sono sempre sul posto e in questi giorni la moglie di Lugato, Elena Panciera, è stata sentita più volte dai carabinieri per ricostruire gli ultimi momenti passati insieme al marito.
 

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