Fausta Bonino, l'infermiera assolta (dopo 6 anni) per le morti in corsia: «Mia moglie non è un mostro. Ma abbiamo perso tutto»

Fausta Bonino, l'infermiera assolta (dopo 6 anni) per le morti in corsia: «Mia moglie non è un mostro. Ma abbiamo perso tutto»
di Cristiana Mangani
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 06:34

Dall'ergastolo all'assoluzione: la Corte d'appello di Firenze ha ribaltato la sentenza con cui il tribunale di Livorno aveva condannato Fausta Bonino, l'infermiera dell'ospedale di Piombino accusata dalla procura di aver causato la morte di almeno quattro degenti tramite somministrazioni di eparina.
Il giorno dopo la lettura del verdetto nella casa di famiglia si respira aria di festa. Sul pianerottolo, appeso a un muro, c'è un quadretto ricamato con il punto a croce sul quale si legge: «Nella mia casa sono benvenuti il sole, gli animali e gli amici». E di amici, Fausta Bonino e il marito Renato Di Biagio, sembra che ne abbiano avuti sempre tanti, anche nei momenti più bui, anche quando una condanna in primo grado all'ergastolo aveva fatto precipitare tutti nella disperazione.

Infermiera di Piombino, Fausta Bonino assolta in appello: via l'ergastolo


Signor Di Biagio, vi aspettavate una sentenza di assoluzione?
«Dopo 20 giorni di carcere, come quelli passati da mia moglie, gli interrogatori, le indagini, una condanna all'ergastolo, non sapevamo più cosa pensare».


E quando il presidente ha letto la sentenza come avete reagito?
«Mia moglie mi ha guardato, non ha capito subito cosa volessero dire quelle parole. Poi è scattato l'entusiasmo, gli abbracci, l'emozione. Nonostante tutto ci abbiamo sempre sperato, perché quando sai di essere completamente estraneo a quello che ti contestano, sei certo che la verità, alla fine, verrà fuori».


Cosa sono stati per voi questi anni?
«Ci siamo ritrovati improvvisamente messi alla gogna, Fausta veniva trattata come un mostro. Immagini cosa può voler dire finire in un gorgo come questo per una persona che è innocente. È un incubo che sembrava non finire più».


Quando sua moglie è stata arrestata cosa è successo nella vostra vita?
«Chi ci conosceva sapeva benissimo che persone fossimo. In questi anni abbiamo avuto solo manifestazioni di affetto, tanta solidarietà da parte di tutti. Certo, poi c'erano gli haters, i leoni da tastiera, quelli che hanno continuato a dire cose velenose sul web. Ma Fausta non ha mai voluto frequentare i social, e io, sapendo quale fosse la verità, non ho badato alle cattiverie. Non mi importava proprio».


Ha mai, anche per un attimo, dubitato di sua moglie?
«Assolutamente mai. Stiamo insieme da quasi quarant'anni, nessuno la conosce meglio di me. Non avrebbe mai potuto fare una cosa del genere, lei le persone le ha salvate, le ha curate, non so veramente come si sia potuto pensare che fosse un'assassina. Certo, fino a l'altro giorno, non ci sentivamo comunque tranquilli: c'era una sentenza che doveva essere emessa».


Cosa vi preoccupava?
«Non potevamo sapere cosa sarebbe successo nel processo. Mia moglie è sempre stata innocente, eppure si è ritrovata in carcere e poi condannata in primo grado all'ergastolo. Hanno detto inizialmente che aveva agito senza rendersene conto, subito dopo che era una criminale fredda e spietata. Con queste premesse si poteva arrivare ovunque. Sono stati anni molto pesanti. Abbiamo speso tutto, sia economicamente che emotivamente, ci hanno distrutto la vita e adesso dovremo ricominciare leccandoci le ferite dopo quello che abbiamo sofferto».


Vi rivarrete sullo Stato per il periodo di detenzione?
«Innanzitutto dobbiamo aspettare le motivazioni, e poi un eventuale processo in Cassazione. In ogni caso non esiste un risarcimento civile per quello che ci è stato fatto, e cosa potremmo avere mai dallo Stato in termini economici, cento euro al giorno? A noi, ora, importa solo che l'incubo sia finito».


Chi ha sbagliato in questa storia?
«Non è il primo caso di errore giudiziario. Non sta a me definire le colpe. Spesso ci si innamora delle tesi e le si persegue a tutti i costi».


Restano quelle morti senza un colpevole.
«Noi non sappiamo cosa sia successo in ospedale in quegli anni, io so soltanto che Fausta è innocente. E ora sta alla magistratura scoprire le cause».


Adesso cosa farete?
«Ci godremo questo momento e, finalmente, ci rilasseremo».


Mentre Renato parla si sente in lontananza un chiacchiericcio, voci finalmente allegre di familiari e amici.
Signor Renato che ha detto vostro figlio medico alla mamma dopo la sentenza?
«Le ha detto: Ero certo, mamma, che sarebbe andata così. E l'ha abbracciata».

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