CORONAVIRUS

Fase 2 Covid, Brusaferro (Iss): «La curva cala in tutta Italia, R0 tra 0,5 e 0,7. Prematuro decidere su mobilità fra regioni»

Venerdì 8 Maggio 2020

La curva dell'epidemia di nuovo coronavirus «va decrescendo, è un segnale che prosegue» e «stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni, compresa la Lombardia». Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall'istituto. Il tasso di contagiosità indicato con R0 risulta attualmente sotto il valore 1 ed è compreso fra 0,5 e 0,7.

Nella Fase 2 si stanno valutando forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Questo vale per tutti gli eventi che hanno tali caratteriStiche comprese le celebrazioni liturgiche. Lo ha detto il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa.

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Mobilità e spostamenti fra regioni potranno essere valutati soltanto alla luce della situazione epidemiologica, il cui andamento nella Fase 2 potrà essere valutato solo nei prossimi giorni.

Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all'andamento dei casi nei primi giorni dalla riapertura che dal 4 maggio hanno segnato l'inizio della Fase 2.
Dall'analisi settimanale della cabina di regia tra ministero e Regioni si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive. 

Variabilità anche nell'indice di contagiosità Rt, il cui dato rispecchia la situazione «non di oggi né di ieri, ma di qualche settimana fa», ha ricordato Brusaferro facendo una precisazione anche sul range usato per esprimere l'indice: si riferisce agli «intervalli di incertezza: più sono stretti, più sono vicini al valore medio, più questo dato è consistente».

 

L'incidenza di letalità si conferma soprattutto nelle fasce d'età più elevate. Su 2400 deceduti, la maggioranza ha come prima causa infezione di Covid, invece il 12% ha cause che si sono sovrapposte.

Stranieri «Sono stati notificati 6.395 casi Covid-19 tra stranieri», e su questo argomento «sono circolate molte fake news». Lo ha sottolineato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss).

«Gli italiani colpiti sono di età più avanzata rispetto agli stranieri, indipendentemente dall'area di provenienza» di questi ultimi. La fascia d'età degli stranieri contagiati è quella «dai 30 ai 64 anni. Soprattutto si tratta di persone di età media, raramente sono molto giovani o molto anziani», ha rilevato Rezza. Fra i pazienti stranieri, ha osservato ancora l'esperto, «le donne sono più numerose fra i cittadini provenienti da Paesi con più alto indice» relativo al reddito, «mentre sono poche fra quelli da Paesi con indice inferiore». Infine, come già anticipato in uno degli scorsi punti stampa, «la curva dei contagi relativa ai cittadini stranieri appare spostata verso destra: come se si fossero infettati dopo, o come se la diagnosi arrivasse in ritardo». Secondo l'analisi, è il ritardo nell'accesso ai servizi sanitari e quindi alla diagnosi che «gioca probabilmente un ruolo abbastanza importante».

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Ultimo aggiornamento: 19:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA