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Fase 2, Bonetti: «Giorni-premio ai genitori che si dividono i congedi, ma avrò pochi fondi»

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Maria Lombardi

Elena Bonetti, ministro per le pari opportunità e la famiglia, cosa si può dire alle famiglie che tornano a lavoro e non sanno a chi lasciare i figli?
«A queste famiglie si può dire che sto lavorando per offrire un piano di servizi educativi per bambini e ragazzi da qui fino alla riapertura delle scuole. Le risorse che saranno stanziate nel prossimo decreto le ritengo del tutto insufficienti per rispondere alle esigenze delle famiglie. Ma questi 150 milioni aggiuntivi, si tratta peraltro ancora di misure da confermare, intendo destinarli interamente a questi progetti».

Mamma e papà a lavoro, bimbi a casa: e la vicina diventa baby-sitter

In pratica, cosa ci sarà per i bambini?
«La possibilità, dal 18 maggio, per enti locali e associazioni di organizzare attività ricreative per bambini e ragazzi all'area aperta. Per giugno la mia proposta è di riattivare servizi per l'infanzia, per la fascia da 0 a 6 anni, e centri estivi per minori in età scolare, organizzati in piccoli gruppi e per tipologia di attività diverse, dallo sport alla musica e all'arte. Tutte queste attività andranno svolte secondo le regole di sicurezza e le linee guida che stiamo elaborando con i comuni, le regioni e le province, e che vanno concordate con il comitato tecnico-scientifico ».

Quindi manca ancora l'ok del comitato?
«Al comitato tecnico scientifico, lo dico da scienziata, compete dare indicazione sulle norme da tenere. Alla politica, e questo lo dico da ministro, compete la responsabilità, tenendo conto di queste indicazioni, di dare risposte ai bisogni dei cittadini».

Il bonus baby-sitter e i congedi parentali saranno confermati?
«Ho chiesto il rinnovo di entrambi. Queste misure dovrebbero esserci, ma i fondi destinati non ritengo siano adeguati a coprire la domanda. Spero che il governo si convinca ad aumentare la disponibilità».

Non è troppo poco per consentire alle famiglie di tornare al lavoro e non costringere le mamme a restare a casa?
«Proporrò di nuovo che sia previsto uno premio di 5 giorni in più per i genitori che condividono il congedo parentale, e la premialità dovrebbe tutelare il lavoro delle donne. E inoltre proporrò che sia possibile per madri e padri usufruire ancora dello smart-working, anche nel privato».

L'assegno universale per ogni figlio, da lei proposto, è stato bocciato.
«Avevo auspicato che ci fosse la condivisione di un punto di vista: oggi le famiglie necessitano di un sostegno anche economico per far fronte a quelle spese che stanno affrontando per la cura dei propri figli in questo momento di faticosa incertezza. Con l'assegno mensile per i figli fino a 14 anni si poteva dare uno choc positivo, immettere elementi di fiducia e liquidità, riattivare i consumi familiari. L'emergenza denatalità, in cui eravamo già prima, si contrasta offrendo prospettive per il futuro. Il fatto di destinare meno del 10 per cento di quello che spenderemo a chi pagherà i debiti che stiamo facendo, penso risponda a un senso di giustizia dovuto».

Che ne sarà del Family act a cui stava lavorando?
«Non è e non può essere archiviato. In un governo si può accettare la fatica delle battaglie perse ma quello che non si può accettare è tradire il proprio mandato. Serve tenacia, ma la tenacia è donna e non mi manca».

Le donne rischiano di fare enormi passi indietro. Il 4 maggio al lavoro sono tornati per il 73% uomini.
«Per le prossime riaperture chiederò che venga considerato anche l'elemento di genere. Gli eroi che hanno retto il paese in questa emergenza sono donne. E per valorizzare il lavoro femminile ho istituito la task-force di 12 donne che elaborerà una serie di proposte concrete e il nostro paese si doterà quest'anno del primo piano strategico nazionale di parità di genere». 

Possibile che ci siano voluti appelli delle deputate e flash-mob per ottenere maggiore presenza di donne nelle cabine di regia del governo?
«Sono stati appelli importanti ma le donne nel nostro paese non devono aspettare che qualcuno dia loro voce, la prendono nei fatti concreti e spesso grazie alla tenacia di cui ho parlato. La politica ha la responsabilità di liberare il protagonismo che già c'è e non aspetta altro che di entrare in campo».

Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA