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Fase 2, si riparte da un metro: distanze accorciate da ristoranti e parrucchieri

Fase 2, si riparte da un metro: distanze accorciate da ristoranti e parrucchieri
di Diodato Pirone
3 Minuti di Lettura
Sabato 16 Maggio 2020, 10:26
ROMA E niente: sulle regole di riapertura di spiagge, bar, ristoranti, negozi e parrucchieri abbiamo scherzato. Ieri le linee guida stilate dall'Inail che avevano suscitato la sollevazione delle categorie (ricordate i 5 metri fra gli ombrelloni e i 4 metri quadri fra i tavoli?) sono state spazzate via da un accordo fra le Regioni che fissa regole assai più blande.

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Tutto ruota intorno a un concetto di base: nei locali riaperti bisognerà rispettare la distanza di un metro, usare la mascherine e igienizzarsi le mani il più spesso possibile. Unica eccezione alla regola del metro le spiagge. Secondo le disposizioni previste dalle Regioni ogni ombrellone dovrebbe occupare uno spazio di 10 metri quadri. Mentre tra lettini o sedie a sdraio, quando non posizionate nel posto-ombrellone, dovrà essere garantita una distanza di almeno 1,5 metri. Altra eccezione: nelle palestre servirà 1 metro di distanza tra chi riposa, ma di almeno 2 metri durante l'attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
Per il resto la distanza di un metro diventerà il nuovo mantra: un metro la distanza fra i clienti per sorseggiare un caffè al bancone del bar; un metro nei negozi; un metro fra le sedie dei tavoli dei ristoranti; un metro nelle file degli uffici. Nei centri commerciali ci sarà il termoscanner.
Ieri mattina nell'incontro tra governo e Regioni per definire i dettagli sulle prossime riaperture, presenti i ministri Speranza e Boccia, si era registrata una spaccatura tra il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, che aveva chiesto linee guida uguali per tutti, e altri presidenti. Contrari i leghisti del Veneto Luca Zaia e del Friuli Massimiliano Fedriga, ma anche i dem dell'Emilia Stefano Bonaccini, e della Puglia Michele Emiliano, che spingevano per andare ognuno per conto suo. Alla fine è prevalsa la linea Fontana appoggiata anche dal presidente dell'Anci, l'associazione di Comuni italiani, Antonio Decaro. Da registrare che è stato raggiunto anche l'accordo per la riapertura degli edifici di culto di tutte le religioni. Tutti i fedeli dovranno però rispettare la distanza di 1,5 metri.

 
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