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Fano, papà e figlio annegati, i testimoni: «Lottavano disperatamente contro la violenza delle onde»

Il bagnino che ha salvato il figlio di 12 anni: "La madre gridava disperata di non vedere più il marito e i suoi due figli".

Papà e bimbo morti, i testimoni: «Lotta disperata contro la violenza delle onde»
di Osvaldo Scatassi
3 Minuti di Lettura
Domenica 10 Luglio 2022, 11:33 - Ultimo aggiornamento: 21:09

FANO «C’erano tre persone in acqua, ma non le vedevamo». Le onde della burrasca si erano già richiuse su Davide Zandri, quarantaquattrenne di Calcinelli, e sui suoi due figli di 8 e 12 anni. E a quel punto Enzo Maggi, esperto di sicurezza e di salvataggi in mare, è entrato in acqua, davanti alla spiaggia libera a Gimarra di Fano, per prestare soccorso insieme con i due bagnini della concessione balneare più vicina, la Spiaggia dei fiori. 

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L’avvistamento
«Poco dopo – racconta Maggi – ho visto il corpo di un ragazzino, l’ho raggiunto e ho iniziato la rianimazione ancora in acqua, poi l’ho portato a riva e ho proseguito la procedura. Il ragazzino si è ripreso, gli ho chiesto il suo nome e lui mi ha risposto. Nel frattempo si provava anche a rianimare il padre e i tentativi sono proseguiti per circa un’ora, ma non è stato possibile salvargli la vita». Nelle parole di Maggi, dunque, la drammatica testimonianza della tragedia avvenuta ieri intorno alle 7.30 subito a nord della concessione Spiaggia dei Fiori, dove comincia la scogliera radente alla linea ferroviaria Adriatica. E dire che Maggi non sarebbe dovuto essere lì, in quel momento. Era arrivato lo stesso di buon’ora a Maredentro, la sua scuola di sport acquatici, formazione e primo soccorso in mare, che ha sede nella concessione Bagni Crida a Gimarra di Fano, nonostante avesse dovuto disdire una lezione del corso per subacquei, in programma per la mattinata di ieri, a causa della violenta burrasca. 

 


La corsa disperata
«Ho sentito – prosegue Maggi – i richiami di due bagnini in servizio alla Spiaggia dei Fiori, che mi chiedevano di aiutarli. Sono accorso, una donna gridava disperata di non vedere più il marito e i suoi due figli». È iniziata così una disperata corsa contro il tempo, contro i cavalloni che investivano la massicciata a protezione della ferrovia e contro la corrente altrettanto violenta. Il soccorso ha permesso di salvare la vita al ragazzino di dodici anni, anche grazie all’intervento di Davide Bartolucci, il titolare della vicina concessione Bagni Crida, che è accorso con il defibrillatore e altri strumenti utili alla rianimazione. Maggi è una persona molto stimata nella sua attività professionale e al momento la sua associazione Maredentro gestisce cinque torrette di avvistamento e salvataggio lungo le spiagge libere a Marotta di Mondolfo. 


«Ha già salvato altre vite – dice di lui Bartolucci – è una persona capace, preparata, e sono molto contento di accoglierlo nella mia concessione». Maredentro è anche associazione di protezione civile e qualora ce ne sia bisogno è pronta a intervenire per puro spirito di volontariato. Risulta però che questa preziosa attività non goda di alcun concreto sostegno da parte delle istituzioni locali. 

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