Ilenia Fabbri, tutti i misteri: dall'assenza di impronte al garage trovato aperto

Ilenia Fabbri, tutti i misteri: dall'assenza di impronte al garage trovato aperto
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Martedì 9 Febbraio 2021, 19:25 - Ultimo aggiornamento: 19:52

Un omicidio su commissione con l'assassino che sale di sopra fino alla stanza da letto proprio per cercare la vittima. Si tratta dell'ultima ipotesi al vaglio per spiegare l'omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne trovata sgozzata poco prima dell'alba di sabato 6 febbraio nel vano cucina, al primo dei tre piani del suo appartamento di via Corbara a Faenza, nel Ravennate. Finora un giallo, che potrebbe però avere imboccato un sentiero preciso: ovvero quello di un assassino che ha agito su mandato di un'altra persona e che è forse riuscito a entrare dal garage - trovato aperto dalla polizia al suo arrivo poco dopo il delitto - con una copia delle chiavi.

 

Tra gli elementi a sostegno di questa ipotesi, oltre a varie tracce di sangue e capelli sparse tra la camera e le scale fino al punto comunicante con il garage in cui la donna è stata rinvenuta in una pozza di sangue, c'è anche l'assenza di impronte, sia dentro che fuori l'abitazione, come possibile dimostrazione della eventuale premeditata oculatezza del killer. Dalla relazione conclusiva dell'autopsia, eseguita domenica, si attende la compatibilità tra il profondo taglio alla gola praticato da dietro con il coltello da pane in ceramica con lama piatta trovato in un lavello e maldestramente ripulito.

I medici legali veronesi incaricati dal Pm Angela Scorza, dovranno valutare anche l'eventuale presenza di altri segni sul corpo. Intanto l'analisi di testimonianze e tabulati ha permesso agli investigatori della squadra Mobile ravennate di circoscrivere l'omicidio consumato in un tempo compreso esattamente tra i sette e i nove minuti.

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La sequenza degli spostamenti della figlia e dell'ex marito

La mattina del delitto alle 5.57 Arianna, la figlia che abitava con Ilenia, ha ricevuto un messaggio dal padre Claudio, ex marito della vittima: l'uomo la aspettava in strada. La giovane, che era già pronta, ha lasciato la madre in camera e alle 5.59 è scesa. Agli inquirenti ha specificato di avere chiuso la porta a chiave.

Alle 6.05 i due sono entrati in autostrada come dimostrato dal telepass. E alle 6.06, quando già si trovavano in viaggio per andare a ritirare una vettura da una concessionaria di Milano (sono in corso verifiche), un'amica della figlia, anche lei di nome Arianna, ospite quella notte nell'abitazione, ha chiamato la giovane per dirle di essersi barricata in camera temendo l'intrusione di un ladro a causa di rumori e grida.

Sempre alle 6.06 la figlia ha chiamato la polizia lanciando così l'allarme. Alle 6.08 a chiamare la polizia sono stati alcuni vicini allarmati dalle grida provenienti dalla casa della 46enne. Quando la Volante del locale commissariato, alle 6.20, è intervenuta per quello si pensava fosse un tentativo di furto in abitazione, l'omicida si era già dileguato.

Il possibile movente

Sul fronte movente, il Procuratore capo facente funzione Daniele Barberini, ha già escluso la pista legata ad un rapporto sentimentale, dato che il rapporto della vittima con l'ex marito si era definitivamente chiuso nel 2018 e la relazione con il nuovo compagno Stefano andava molto bene, tanto che i due avrebbero voluto sposarsi. La donna non aveva altre relazioni clandestine. Si valutano allora altre ipotesi anche sulla base delle testimonianze rese da amici, colleghi di lavoro, vicini, familiari e avvocati civilisti che seguivano marito e moglie per contenziosi successivi alla separazione. In particolare è emerso che la donna aveva fatto causa all'ex marito per reclamare mancati compensi per circa 100 mila euro a suo avviso relativi al suo impiego nell'attività di famiglia: la prossima udienza - la seconda della causa - con i testimoni delle parti, era stata fissata per il 26 febbraio davanti al giudice del Lavoro del Tribunale di Ravenna.

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