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Cristina Gallon morta in un incidente in montagna, l'amica Sonia: «L'ho sentita urlare il mio nome e non l'ho più vista»

Sonia (a sinistra) con l'amica Cristina Gallon morta durante l'escursione
di Eleonora Scarton
4 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Giugno 2022, 07:26 - Ultimo aggiornamento: 14:55

FELTRE - «Ho sentito l'urlo, mi chiamava: ma è stato tutto questione di secondi e non ho potuto far nulla per salvarla». Non riesce a trattenere le lacrime mentre parla Sonia, l'amica del cuore di Cristina Gallon, la 55enne di Feltre morta di fronte ai suoi occhi venerdì intorno a mezzogiorno durante un'escursione in montagna. Sta vivendo giorni di dolore immenso per la perdita dell'amica, confidente e compagna di centinaia di escursioni. «Ci sentivamo anche tre volte al giorno - ricorda Sonia - ha lasciato un vuoto incolmabile».

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LA TESTIMONIANZA
«Era felice quel giorno - prosegue Sonia - ed era lontano ogni pensiero che potesse succedere qualcosa. Il sentiero era su uno dei tratti più tranquilli e Cristina era molto scrupolosa e attenta: sapeva dire no se era fuori dalle sue possibilità». Ma quel percorso, no, lei lo conosceva bene avendolo fatto decine di volte. Era venerdì 3 giugno: le amiche stavano percorrendo un tratto dell'Alta via numero 2 quando, passando sotto la cima del Monte Zoccarè Alto, verso la Val Canzoi, in comune di Cesiomaggiore, accade la tragedia. «Lei mi lasciava sempre davanti nelle nostre escursioni - prosegue Sonia -. Eravamo in un tratto in discesa, dove purtroppo ci si sbilancia in fretta. Stavamo parlando: Cristina era stupita da tanta bellezza e dai mughetti già fioriti. Si stava chiacchierando sul tempo, la stagione che era avanti rispetto al solito, quando all'improvviso ho sentito che mi chiamava». Sonia non ha assistito all'incidente, essendo più avanti sul sentiero. «Quando mi sono girata non l'ho più vista», conclude l'amica che non riesce a trattenere la commozione. «Eravamo come sorelle, la conosco da 30 anni - ricorda - andavamo spesso in montagna insieme e una più scrupolosa di lei nel pianificare le escursioni non l'ho mai vista». Cristina infatti era iscritta al Cai di Feltre dal 2003 e aveva frequentato diversi corsi: la montagna per lei non aveva segreti. Ma contro il destino nulla ha potuto. «Purtroppo si è sbilanciata di lato ed è ruzzolata giù: è stata una tragica fatalità, se fosse caduta in avanti sarebbe ancora qui», conclude Sonia.

L'ADDIO
Cristina sarà cremata, e le sue ceneri riposeranno nel cimitero di Villabruna. Erano queste le sue volontà e la famiglia, i genitori Aldo e Rita, il compagno Roberto, il fratello Gabriele con la moglie Gilda, il nipote ed i parenti tutti le hanno rispettate. Un dolore immenso quello dei famigliari, giunto come un fulmine a ciel sereno in una giornata che per la donna avrebbe dovuto essere solamente di spensieratezza e allegria. Ieri in città sono apparse le epigrafi: la foto sorridente di Cristina e sullo sfondo le montagne che tanto amava. C'è il Sass de Mura e si vede anche il rifugio Boz, quello che avrebbe dovuto raggiungere nella sua escursione venerdì. Purtroppo non ci è mai arrivata, ruzzolata per una cinquantina di metri lungo la scarpata.

IL CORDOGLIO
La donna era infatti originaria della frazione di Villabruna, anche se ormai da diversi anni viveva con il compagno Roberto nella zona centrale di Feltre. Diplomata ragioniera, ha lavorato per alcuni periodi alla Manfrotto ed alle Poste, per poi entrare nella ditta Ipogeo srl della famiglia Miglioranza dove lavorava da ormai 12 anni. Una persona descritta da tutti come allegra, solare, sempre disponibile e professionale e competente nel suo lavoro. Da sempre sportiva, la sua passione più grande era quella della montagna e quando poteva andava a camminare. Una persona che mancherà a tanti. Ieri sui social si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio: tutti ricordavano il bel sorriso di Cristina e quanto sia difficile pensare di non rivederlo più.

 

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