Trieste, suggerivano a stranieri le risposte all'esame di guida con auricolari nascosti: 7 denunce

Sabato 24 Ottobre 2020
1
Trieste, suggerivano a stranieri le risposte all'esame di guida con auricolari nascosti: 7 denunce

Sgominata la banda dei furbetti della patente di guida. Un sistema collaudato per far passare l'esame di guida agli stranieri: auricolari nascosti collegati ai cellulari, e via con i suggerimenti per le risposte giuste al test. Sotto le cuffie che i cittadini stranieri possono utilizzare per garantire la traduzione delle domande di esame nascondevano gli auricolari "clandestini". Erano fissati con nastro adesivo al corpo, all'altezza della scapola.  A scoprire l'ingegnoso sistema sono stati i militari della Guardia di Finanza di Trieste, che, coordinati dalla Procura del capoluogo, hanno individuato una vera organizzazione e denunciato sette persone in stato di libertà per i reati di errore determinato dall'altrui inganno e falsità ideologica in atti pubblici. I militari hanno anche sequestrato sei patenti di guida, ottenute con questo sistema.

Coronavirus, va in auto con il marito ma lei ha la patente e non può farlo Multa salata per una cittadina farense

Reddito di cittadinanza, ecco tutti i furbetti scovati dalla Finanza: narcotrafficanti, contrabbandieri, abusivi

Coronavirus, i furbetti dell'autocertificazione: oltre 100 mila persone controllate e 2.162 denunciate

Le indagini hanno accertato che il sistema era stato escogitato già alcuni mesi fa. I militari sono intervenuti in seguito alla segnalazione di addetti della Motorizzazione civile, insospettiti dalla facilità con la quale venivano sostenuti positivamente gli esami teorici di guida da parte di alcuni cittadini di origine extracomunitaria. Gli esaminandi, infatti, non mostravano alcuna difficoltà nel sostenere le prove previste.

Gli investigatori della Guardia di Finanza di Trieste hanno finto di dover anche loro sostenere l'esame scoprendo che uno dei candidati, che aveva appena concluso l'esame superandolo senza errori, sotto le cuffiette teneva celato un auricolare collegato a un telefono cellulare. Il dispositivo è stato sequestrato e le successive indagini, coordinate dal pm Pietro Montrone, hanno consentito di individuare una organizzazione che, attraverso il telefono, comunicavano le risposte esatte al concittadino.

© RIPRODUZIONE RISERVATA