Ercolano, omicidio di Tullio e Giuseppe: «Uccisi con una ferocia inaudita». Resta in carcere il camionista

La famiglia di uno dei ragazzi ha ringraziato i magistrati per il lavoro svolto

Ercolano, omicidio di Tullio e Giuseppe: «Uccisi con una ferocia inaudita»
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Lunedì 1 Novembre 2021, 18:12 - Ultimo aggiornamento: 19:51

Resta in carcere il camionista 53enne accusato del duplice omicidio aggravato di Tullio Pagliaro, 27 anni, e Giuseppe Fusella, 26 anni, uccisi a Ercolano nella notte tra il 28 e il 29 ottobre. Lo ha deciso il gip di Napoli Carla Sarno; ha disposto la custodia cautelare in carcere per Vincenzo Palumbo che ha sparato perché ha scambiato i ragazzi per ladri. L'udienza di convalida del fermo dell'autotrasportatore si è tenuta questa mattina nel carcere napoletano di Poggioreale, dove Palumbo si trova ristretto dalla sera del 29 ottobre, quando nei suoi confronti è stato eseguito un decreto di fermo al termine di un lunghissimo interrogatorio.

Esprime «gratitudine e rispetto» negli inquirenti per «il grande lavoro svolto», la famiglia di Tullio Pagliaro. «I magistrati hanno manifestato grande umanità e rispetto verso il nostro dolore», fanno sapere i familiari di Tullio attraverso il loro legale, l'avvocato Maurizio Capozzo. «Ci affidiamo completamente a loro per fare luce su questa tragedia che ci ha distrutto la vita, nella certezza che sarà fatta giustizia per un crimine di una ferocia inaudita che non ha spiegazioni e non merita commenti», concludono i familiari. 

Il giudice non ha convalidato il fermo emesso dagli inquirenti: ha ritenuto sussistente la reiterazione del reato e, invece, non sussistente il pericolo di fuga di Palumbo, accusato di duplice omicidio volontario. Ha sparato, uccidendo, perchè - ha detto fin dal primo momento - ha scambiato i due giovani per ladri.

L'uomo è stato ascoltato in carcere a Poggioreale per circa due ore dal giudice, alla presenza dell'avvocato dell'indagato Fioravanti De Rosa e degli inquirenti (sostituto procuratore Varone, procuratore aggiunto Filippelli).

Ha riferito di avere sparato più volte ma nel buio. «Non vi era nessuna volontà da parte del mio assistito di determinare questa tragedia. Adesso valuteremo il da farsi anche perché dobbiamo acquisire degli atti e poi faremo ricorso al Tribunale del Riesame», ha annunciato l'avvocato De Rosa. «A tutti vorrei ricordare - ha detto ancora il legale - che anche Vincenzo Palumbo è un padre e ha una famiglia: quando si è reso conto che le vittime erano bravi ragazzi, è stato colto da una grave crisi interiore e oggi se ne sono resi conto anche il giudice e i pm».

«Il mio assistito sostanzialmente - ha concluso De Rosa - ha confermato le dichiarazioni rese dinanzi agli inquirenti nella prima fase nella caserma dei Carabinieri di Torre del Greco».

Anche i familiari di Tullio Pagliaro (la madre, il padre, la sorella insieme con lo zio) sono stati lungamente ascoltati dai carabinieri. A Portici, città natale dei due giovani, è stato affisso dagli ultras della squadra di calcio uno striscione con la scritta "Giustizia e solidarietà per due figli di questa città". Il sindaco, Vincenzo Cuomo, ha deposto fiori davanti allo striscione. Domani, intanto, ci sarà la nomina dei periti per l'esame autoptico in programma dalle 16 del 3 novembre prossimo, nell'ospedale Secondo Policlinico di Napoli. Poi le salme dei due giovani potranno ricevere l'ultimo saluto della comunità di Portici.

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