Embraco, torna la protesta: in piazza anche Calenda e il governatore del Piemonte

Giovedì 3 Ottobre 2019
Embraco, protesta al Mise: «ultimatum di 3 settimane a Ventures». In piazza anche Calenda e il governatore del Piemonte

La protesta dei lavoratori dell'ex Embraco, ora Ventures Production, si è spostata, dai cancelli della fabbrica di Riva di Chieri, al Ministero dello Sviluppo Economico. Erano in 170 gli operai arrivati oggi da Torino, accompagnati dai sindacati, dal governatore del Piemonte Alberto Cirio e dall'assessore regionale al lavoro Elena Chiorino. A sorpresa, si è presentato anche Carlo Calenda, a capo del Mise con Renzi e Gentiloni e protagonista dell'accordo per il salvataggio dell'azienda brasiliana del gruppo Whirlpool, accolto anche da alcune proteste dei lavoratori.

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Dopo il blocco dei cancelli in segno di protesta contro gli stipendi d'oro ai manager da parte della nuova proprietà e dopo lo sciopero indetto nello stabilimento, i dipendenti dell'Ex Embraco continuano ad alzare la voce per farsi sentire, preoccupati per un futuro ancora incerto. A dieci mesi dalla scadenza della cassa integrazione infatti, i lavoratori sono ancora in attesa di risposte certe. Quel che si sa per ora è che ci sarà un nuovo tavolo al Mise il prossimo 23 ottobre. Nel frattempo, qualcosa sembra muoversi. Almeno sul fronte delle istituzioni, siccome la Ventures Production continua a non approvare il piano industriale che la vedrebbe produrre produrre robot per la pulizia di pannelli voltaici riassumendo tutti i lavoratori.

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Il governatore Cirio e i lavoratori sono riusciti a strappare La promessa di un possibile prolungamento degli ammortizzatori sociali per 470 lavoratori. «Speriamo di non averne bisogno», spiega Cirio, «ma la cosa importante era avere una garanzia da parte del Ministero del Lavoro che nel caso si dovesse aprire una nuova trattativa si possa avere un prolungamento della cassa integrazione. C'è stato questo impegno ed è positivo».

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«È un primo passo per tutelare i diritti degli operai», commenta il deputato Pd Davide Gariglio. «Abbiamo registrato impegni formali da parte dei due ministeri coinvolti: Ventures si è dimostrata un interlocutore non affidabile. Serve una soluzione alternativa», sottolinea Dario Basso, segretario della Uilm Torino. «Abbiamo detto con forza che non ci crediamo più e che serve l'intervento pubblico per trovare una soluzione alternativa. Non c'è più tempo, serve subito un piano serio e credibile», aggiungono Edi Lazzi, segretario della Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Ventures per la Fiom.

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I sindacati parlano di «ultimatum del governo alla Ventures: tre settimane di tempo per l'avvio del piano industriale. Scaduto questo termine, in concomitanza con l'incontro del 23 ottobre al Mise, i ministeri, le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali si adopereranno per avviare un 'piano B' in grado di salvaguardare i 409 lavoratori». Per il momento, sono rientrati in fabbrica 200 lavoratori, ma non sono occupati in alcuna attività produttiva e gli ammortizzatori sociali termineranno a luglio 2020.

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Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 18:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA