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Napoli, bimba fantasma salvata dai servizi sociali: «Elsa ha gli arti rotti e la spina dorsale deformata»

Solo ora è stata affidata a un'associazione

Napoli, bimba fantasma salvata dai servizi sociali: «Elsa ha gli arti rotti e la spina dorsale deformata»
4 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 19:34

Per nove anni ha vissuto completamente dimenticata dai genitori e ha la spina dorsale deformata perché non ha mai dormito in un letto. Sul corpoo ha segni di fratture scomposte a braccia e gambe, forse frutto di violenze ancora da accertare. È la drammatica storia di Elsa (nome di fantasia) sopravvisuta sin dalla nascita come una "bambina fantasma" per nove anni, alimentata sporadicamente con latte e biscotti dai fratellini. Il suo incubo è finito ieri, 17 agosto, quando a seguito di una segnalazione la piccola è stata tolta alla famiglia residente nell'hinterland napoletano e affidata dai servizi sociali alle cure della struttura "La Casa di Matteo", a Napoli. ù

 

La nuova vita di Elsa 

Dopo 9 anni di violenze, Elsa non parla e non riesce a muoversi ed ha probabilmente una patologia invalidante che però deve essere ancora accertata. Tuttavia alla «Casa di Matteo» ora al suo fianco ha educatori ed infermieri esperti e sta iniziando a comportarsi un pò come tutti i bimbi. «Sta cominciando ad interagire con gli altria sorridere, a guardarsi intorno, a dormire e mangiare. Tutto ciò può sembrare normale, ma dopo ciò che ha passato, è invece una vittoria. Ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo di Elsa» spiega Marco Caramanna, presidente dell'associazione "la casa di Matteo". Per lei e gli altri bimbi nostri ospiti servono non solo cure sanitarie, ma anche percorsi educativi e di crescita emotiva, perché si tratta di bambini con deficit molto rilevanti. 

Elsa, una bimba "fantasma" dimenticata da tutti 

Elsa, nata in Italia ha vissuto come un "fantasma": non aveva fatto neanche un vaccino obbligatorio, non era stata mai visitata da un pediatra, né frequentato un giorno di scuola dell'obbligo. «La scuola non ha denunciato l'evasione di una bimba mai presente; il sistema sanitario non ha segnalato la sua mancata vaccinazione, e finanche il pediatra di base non ha mai visitato la piccola e non lo ha mai denunciato. Una falla inaccettabile nella rete sociale che ci deve far pensare a quanto ci sia ancora da fare per la tutela dei minori nella nostra provincia» ha evidenziato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli (Europa Verde).

Se ora, grazie all'intervento dei servizi sociali per la piccola c'è di nuovo speranze resta preoccupante il fatto che per nove anni nessuno si sia accorto della sua situazione, né i familiari, né le istituzioni di tutela dell'infanzia. «Di vicende come quelle di Elsa - evidenzia Caramanna - ce ne sono tante, e come in questo caso non vengono denunciate. Ci sono sicuramente responsabilità nella rete che dovrebbe tutelare i minori, dalla scuola al servizio sanitario, visto che nessuno in nove anni si è mai accorto di nulla, almeno fino a pochi giorni fa, quando i servizi sociali hanno ricevuto una segnalazione e si è messo in moto il percorso che l'ha portata fino a noi».

Costituita una commissione 

Sulla vicenda si è espressa anche Michela Rostan, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera che ha affermato che verrà costituita un'apposita commissione per trovare le cause «dell'inaccettabile corto circuito istituzionale» alla base della drammatica vicenda. «La tutela dei minori deve essere la priorità per ogni Paese civile e queste falle clamorose nel sistema non devono in alcun modo essere prese sotto gamba. A Elsa, questo il nome di fantasia che le è stato dato, auguro di iniziare finalmente la sua nuova vita, lontana dalle sofferenze che ha dovuto subire finora» ha commentato la parlamentare.   

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