Francesca uccisa come la compagna di banco 14 anni prima: tragico destino a Brescia

Mercoledì 29 Gennaio 2020
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Francesca Fantoni ed Elena Lonati

Francesca Fantoni ed Elena Lonati, compagne di classe, uccise a 14 anni di distanza da chi voleva abusare di loro. Uccise da persone che conoscevano e di cui si fidavano. Terribile il destino di queste donne affiorato dopo che l'amico di Francesca, la trentanovenne trovata morta in un parco pubblico a Bedizzole, in provincia di Brescia, ha confessato.
 

 

Andrea Paravini, 32 anni, ha ammesso di averla uccisa nel corso dell'interrogatorio che si è tenuto in carcere a Brescia. Francesca Fantoni, affetta da ritardo cognitivo,  mancava da casa da sabato scorso ed è stata trovata lunedì mattina nel parco pubblico: era stata uccisa con pugni e calci, forse anche con un tremendo colpo sula fronte sferrato con un telefonino. 

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Dopo due giorni durante i quali era addirittura arrivato a negare di essere lui l'uomo ripreso dalle telecamere di sicurezza in strada, alla fine ha ceduto.  Sulla fronte della donna anche un segno profondo come se fosse stata colpita con un oggetto, forse il telefono cellulare della stessa vittima che era stato trovato in frantumi nella piazza del paese a poca distanza dal luogo dove si è consumato l'omicidio.

Perché chi indaga è convinto che sia avvenuto tutto dove poi la donna è stata trovata, dietro gli alberi e sotto foglie e fango. Un delitto probabilmente figlio di un raptus, questa l'ipotesi, scatenato da un rifiuto di Francesca Fantoni ad avere un rapporto sessuale con Pavarini. I due si conoscevano, «ma non hanno mai avuto una relazione e mesi fa aveva provato ad avvicinarsi a casa e lo avevano mandato via», ha raccontato la madre della vittima che chiede giustizia. «E nessuno - aggiunge - si permetta di infangare la memoria di mia figlia che era una ragazza ben voluta da tutti».

Pavarini, padre di un bambino di tre mesi, ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell'interrogatorio che se tenuto questa mattina in carcere a Brescia davanti al gip. Assistito dall'avvocato Ennio Buffoli probabilmente l'uomo ha ceduto davanti a quella che viene ritenuta la prova regina. Le analisi effettuate in meno di 24 ore hanno stabilito che il sangue sulla felpa che indossava sabato sera Andrea Pavarini e che è stata trovata a casa dell'uomo fermato come indiziato di delitto corrispondere al profilo genetico di Francesca Fantoni.

Sull'indumento sono state isolate una traccia più grossa sul lato destro e altre piccole macchie. Anche in questo caso Pavarini aveva negato che quello fosse sangue. Ora, davanti all'evidenza si è convinto ad ammettere rispondendo a tutte le domande del gip nell'interrogatorio in carcere a Brescia. La famiglia Fantoni aspetta il nullaosta per la sepoltura che arriverà dopo l'autopsia sul corpo della 39enne.

Una donna uccisa così come accaduto 14 anni fa alla sua compagna di classe ai tempi delle scuole superiori, Elena Lonati, ammazzata in chiesa nell'estate del 2006 dal sacrestano della parrocchia. Entrambe uccise per motivi sessuali, entrambi i cadaveri occultati - Elena sotto una scala interna della chiesa nel quartiere Mompiano a Brescia e Francesca dietro gli alberi nel parco pubblico di Bedizzole -. Unite ai tempi della scuola e ora nel tragico destino. «E' terribile - avevano commentato le compagne - due amiche, due coetanee ammazzate. Siamo sotto choc».

Ultimo aggiornamento: 19:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA