Deltacron, primi due casi scoperti in Veneto. I pazienti infettati contemporaneamente da Delta e Omicron

Due casi di Deltacron in Veneto
di Elisa Fais
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 10:08 - Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 09:58

PADOVA - Per la prima volta in Veneto sono stati individuati due casi di doppio contagio Covid da variante Delta e Omicron, la cosidetta Deltacron. Lo scorso 3 gennaio l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) di Legnaro ha ricevuto dai laboratori di microbiologia delle Ulss e delle Aziende ospedaliere del Veneto e di Trento 316 campioni. Tra questi, sono stati identificati due casi di co-infezione da varianti Delta e Omicron. I campioni sono rispettivamente appartenenti a un paziente residente in provincia di Padova e uno in provincia di Trento. «Ci siamo subito allertati, visto che è un evento raro – racconta la dottoressa Alice Fusaro, biologa dirigente del laboratorio genomica e trascrittomica virale dell’IZSVe –. Abbiamo analizzato in maniera più approfondita il campione e abbiamo subito notato che non si trattava della cosiddetta Deltacron, di cui ora tanto si parla. Nei due casi abbiamo osservato semplicemente la compresenza delle due varianti, al momento è prematuro fare riflessioni più specifiche».

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Intanto, attorno a Deltacron, rimangono ancora molti punti di domanda. Dovrebbe essere una nuova variante che ha in sé tratti del genoma di Delta e tratti del genoma di Omicron, ma si fa avanti l'ipotesi di un errore di laboratorio nel sequenziamento. «Vengono dati questi nomi strani commenta la dottoressa Fusaro ma non abbiamo ancora visto alcun articolo scientifico né ci è nota la sequenza di tale variante. Comunque sia, l'attenzione è massima». L'Istituto zooprofilattico delle Venezie, che ha sede a Legnaro in provincia di Padova, sta monitorando le caratteristiche genetiche e la variabilità dei ceppi di Covid presenti in Veneto. Periodicamente viene redatto un report e gli ultimi risultati mostrano la presenza della variante Omicron nel 66% dei 316 campioni processati. «Tra due settimane mi aspetto che Omicron abbia la meglio e che spazzi via tutte le altre varianti, inclusa Delta aggiunge la dottoressa Fusaro . Al 20 dicembre scorso la prevalenza di Omicron in Veneto si fermava appena all'8,2%, si sta diffondendo molto rapidamente. È pur vero che i ricoveri rimangono contenuti, più la popolazione è vaccinata e più possiamo contare su una protezione efficace».
Secondo l'esperta, l'emergere di mutazioni nel genoma di agenti virali come Sars-CoV-2 è un evento naturale ed atteso. «Cambiamenti nella trasmissibilità del virus, nella gravità della malattia, nella capacità del virus di sfuggire all'immunità dopo l'infezione o la vaccinazione sono elementi cruciali per definire l'andamento dell'emergenza precisa la ricercatrice . Sequenziare il genoma di un virus significa poter riconoscere l'emergere di varianti virali che possono modificare l'andamento e l'impatto dell'epidemia».

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