Allarme cyberbullismo, tre ragazzi su 10 girano video imbarazzanti per deridere i compagni

Venerdì 8 Febbraio 2019
Allarme cyberbullismo, tre ragazzi su 10 girano video imbarazzanti per deridere i compagni
Suona sempre più forte l'allarme "cyberbullismo". Tre ragazzi su dieci sono stati «cyberbulli», avendo girato video imbarazzanti per prendere in giro i compagni. È il dato preoccupante reso noto dal Moige in occasione di un evento contro il cyberbullismo all'istituto superiore Francesco Morano di Caivano. Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, presente all'evento, ha annunciato l'introduzione «della materia dell'educazione civica contro il cyberbullismo», spiegando che «è fondamentale rendere i giovani consapevoli della necessità di una fruizione responsabile del web mediante l'educazione alla cittadinanza digitale, l'educazione alla legalità e all'uso consapevole di Internet»; sull'evasione scolastica, Bussetti ha detto che è «dovere dei dirigenti scolastici» segnalarla.

Occasione della visita è stata la presentazione del progetto, giunto alla terza edizione, «Giovani Ambasciatori contro il cyberbullismo per un Web Sicuro in giro per l'Italia », che il il movimento italiano dei genitori ha realizzato con il ministero dell'Istruzione, la polizia di Stato, il ministero delle Politiche Sociali, l'Anci, e con il supporto di Enel, Trend Micro e Lenovo. Un progetto che prevede il primo centro mobile di sostegno e supporto contro il cyberbullismo, una rete di oltre 1500 Giovani Ambasciatori, un numero verde e un sms dedicato. Il piano quest'anno raggiungerà oltre 25.000 studenti in più di 100 scuole superiori del territorio nazionale.

Tra i dati resi noti quelli dei reati connessi al cyberbullismo; nel 2018 sono stati 389 - rispetto ai 355 del 2017 - i casi trattati dalla Polizia Postale; la maggior parte sono casi di molestie e ingiurie online (123), quindi quelli di diffamazione (109), poi i furti di identità digitale (60), la detenzione e la diffusione di materiale pedopornografico(40), casi di sextortion (43) e di stalking (14). «La tutela dei minori online e offline - afferma Antonio Affinita , direttore generale del Moige - è un atto di responsabilità collettiva che viene condivisa e supportata non solo dai genitori, ma anche dal mondo della scuola e delle forze dell'ordine, unitamente al mondo della tecnologia». «Ci rivolgiamo soprattutto ai genitori, che oggi mettono in mano ai ragazzi tablet e telefonini, non sapendo che possono rivelarsi un'arma» afferma Gastone Nencini, country manager di Trend Micro. Per Fernanda Panvini, di Enel,
«l'azienda, tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ha deciso di impegnarsi sull'istruzione di qualità. Per questo siamo al fianco del Moige». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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