Cuoco barese cerca casa a Milano, ma gli rispondono: «Non affittiamo a meridionali»

Giovedì 8 Novembre 2018 di Domenico Zurlo
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Cuoco barese cerca casa a Milano, ma gli rispondono: «Non affittiamo a meridionali»
Lui si chiama Fabio De Pinto, ha 27 anni ed è un barese trapiantato a Milano: si è trasferito, dalla sua terra fino al Nord, per frequentare una scuola di cucina, ma non poteva immaginare che la ricerca di un alloggio potesse essere così difficile, in una città che può contare migliaia di fuori sede da tutta Italia, tra studenti e lavoratori. Iscrittosi ad una serie di gruppi su Facebook per trovare casa, a un certo punto si è sentito rispondere così da un proprietario: «Non affitto ad extracomunitari e persone del Sud Italia»​.







Una storia incredibile, che non viene dagli anni ’50 o ’60 ma dal presente, nel 2018. E Fabio ha raccontato tutto in un post su Facebook che in pochi giorni è diventato virale.
«Quello che mi è successo qualche giorno fa è una cosa molto grave, anche se non ha leso la mia sensibilità, avrebbe potuto scalfire quella di qualcuno che si fosse trovato ad aver a che fare con questo individuo - scrive nel suo post - Sono a Milano da quasi due mesi in cerca di una sistemazione come tante persone in questa grande città, senza trovare una soluzione mai valida, dopo tante porte in faccia ricevute e tante negazioni, ricevi come ben servito, una risposta simile da una persona stupida e razzista, che ti fa rabbrividire solo al pensiero che al giorno d'oggi ci siano ancora queste "classificazioni razziali"».



«Nonostante probabilmente si trattasse di un profilo "fake", ho ritenuto fosse giusto "denunciare" su tutti i gruppi per affitti di Milano questa persona in cui sono presenti più di 300.000 membri, perchè ad ogni modo c'è qualcuno dietro ad uno schermo che si è divertito e si diverte a ledere la sensibilità di persone che sono in cerca di "sogni" fuori casa come me - continua il post di Fabio De PintoQuello che ne è scaturito è stato qualcosa di impensabile, si è creato un vero e proprio movimento solidale nei miei confronti, i post hanno ricevuto qualcosa come 3000 interazioni, e ovviamente ci sono state anche delle "voci fuori coro" che si sono distinte per aver appoggiato quello che sosteneva questa persona rispondendomi in quella maniera».
 


«L'importante - conclude Fabio - è andare avanti e non pensare a chi vorrà metterti il bastone tra le ruote come è successo a me in questa occasione, ma tacere e andare avanti, perchè se vengo chiamato "TERRONE", per me non è uno sfottò o un insulto, mi stai semplicemente INORGOGLIENDO e rendendo ancor più fiero delle mie solide origini, ma una cosa è certa: DENUNCIARE, perchè bisogna il più possibile emarginare questi casi, sempre e comunque». Ultimo aggiornamento: 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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