Stefano Cucchi, depistaggi: chieste otto condanne per i carabinieri. Il pm: «Paese preso in giro per anni»

Stefano Cucchi, depistaggi: chieste otto condanne per i carabinieri. Il pm: «Paese preso in giro per anni»
2 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Dicembre 2021, 19:00 - Ultimo aggiornamento: 19:11

Falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia. Sono questi i reati contestati agli otto carabinieri imputati nel processo sui presunti depistaggi messi in atto dopo la morte di Stefano CucchiLa Procura di Roma per gli imputati ha chiesto la condanna: il pm ha sollecitato 7 anni per il generale Alessandro Casarsa, mentre 5 anni e mezzo sono stati sollecitati per Francesco Cavallo. Cinque anni per Luciano Soligo e per Luca De Cianni, quattro anni per Tiziano Testarmata, invece, per Francesco Di Sano tre anni e tre mesi. Tre anni di carcere per Lorenzo Sabatino e,infine, un anno e un mese per Massimiliano Colombo Labriola. Il pm Giovanni Musarò ha chiesto per Casarsa, Cavallo, De Cianni e Soligo l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e di cinque anni per Di Sano, Sabatino e Testarmata. 

Nel corso della requisitoria, culminata con la richiesta di otto condanne per i carabinieri accusati depistaggio, il pm Giovanni Musarò ha affermato che è stato «un processo lungo e difficile. Un intero Paese è stato preso in giro per sei anni». Nelle due udienze interamente dedicate al suo intervento, il rappresentante dell'accusa ha ricostruito l'intera vicenda iniziata nell'ottobre del 2009, quando Cucchi morì a sette giorni dall'arresto per droga. Il magistrato ha sostenuto che «l'attività di depistaggio è stata ostinata, a tratti definirei ossessiva».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA