Csm, nessuno si dimette. L'ipotesi scioglimento

Sabato 8 Giugno 2019 di Valentina Errante
Csm, nessuno si dimette. L'ipotesi scioglimento

Il nodo non è sciolto. La crepa all'interno della magistratura si allarga ed è difficile che mercoledì il plenum del Csm possa procedere per sostituire i consiglieri coinvolti nel mercato delle nomine. Magistratura indipendente va all'attacco, sostiene i suoi uomini, che si sono autosospesi e li invita a tornare a Palazzo dei Marescialli. Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli e Antonio Lepre, tutti e tre di Mi: «Non devono dimettersi». Gianluigi Morlini di Unicost non ha la corrente alle spalle, ma la sua posizione è identica a quella dei colleghi. E così il Consiglio non riesce a voltare pagina, neppure formalmente, rispetto alla brutta narrazione consegnata dalle intercettazioni delle toghe che pianificavano, con i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Ferri, gli incarichi al vertice delle procure di Roma e Perugia.

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LA DIFESA
Intanto Luca Palamara, il pm indagato per corruzione a Perugia si difende e attacca. Consegna ai magistrati una memoria e allega conti e documenti. Mai stato «corrotto» né «eterodiretto» nelle scelte compiute al Csm, mai collaterale alla politica; solo un'amicizia con l'imprenditore Fabrizio Centofanti, che anche figure di vertice della magistratura ordinaria e amministrativa frequentavano. Nomi non ne fa, ma il messaggio è chiaro: quel rapporto che lo ha fatto finire nei guai, era condiviso da colleghi che ricoprono incarichi di peso nella magistratura italiana
Il Csm, intanto resta in un'impasse. Forse solo lo spettro di un procedimento disciplinare, che restando in carica sarebbe ancora più pesante, potrebbe indurre i quattro magistrati a fare un passo indietro, come ha chiesto il capo dello Stato attraverso le parole del vice presidente David Ermini. Oggi è prevista l'assemblea di Magistratura indipendente ma il documento, votato all'unanimità dalla sezione Cassazione, non apre spiragli. La linea potrebbe essere ribadita, l'ipotesi è che la corrente esca dall'Associazione, smentendo il presidente Pasquale Grasso (Mi) che ha chiesto le dimissioni. E dal momento che i consiglieri non potranno rimanere autosospesi a lungo, se decideranno di tornare a Palazzo dei Marescialli per la prima volta, il rischio che il Consiglio superiore della magistratura venga sciolto diventa concreto. Devono tornare al Csm - afferma il documento approvato all'unanimità per «eliminare il gravissimo vulnus alla rappresentatività dell'organo di governo autonomo della magistratura in composizione non rispondente agli orientamenti espressi dagli appartenenti all'ordine giudiziario nelle elezioni del luglio 2018».

GLI EQUILIBRI
Il nodo è proprio l'equilibrio del Csm, perché se i consiglieri tre consiglieri di Mi si dimettessero, come ha fatto Luigi Spina, entrerebbero Giuseppe Marra e Ilaria Pepe, entrambi di Autonomia e Indipendenza, la corrente di Davigo, e Bruno Giangiacomo di Area. Per Lepre, come avverrà per Spina, della categoria pm, dovranno essere indette nuove elezioni. La Sezione di Mi invita inoltre la dirigenza nazionale del gruppo ad «assumere ogni opportuna iniziativa» per sostenere i Consiglieri e tutelare «l'onorabilità di Magistratura Indipendente, e di tutti i suoi appartenenti. Con un Csm dal volto completamente diverso rispetto a quello votato nel 2018.
 

Ultimo aggiornamento: 17:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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