Pordenone, il padre di Trifone: "Ecco perché Ruotolo ha ucciso mio figlio"

Giovedì 6 Luglio 2017
Pordenone, il padre di Trifone: "Ecco perché Ruotolo ha ucciso mio figlio"

Dopo un lungo silenzio parla per la prima volta a Giallo Francesco Ragone, papà di Trifone, il militare di 28 anni ucciso insieme con la fidanzata Teresa Costanza a Pordenone. Il duplice omicidio risale al 17 marzo 2015. « Trifone mi aveva detto che qualcuno minacciava Teresa e che lo avrebbe denunciato appena si fosse trasferito a Milano. Solo dopo la sua morte ho capito che si riferiva a Giosuè. Mio figlio è stato ucciso due giorni prima di partire, evidentemente da chi non voleva che facesse quella denuncia».

Presumibilmente secondo l'uomo sarebbe stato ucciso prima di poter sporgere denuncia nei confronti delle tre persone che stalkerizzavano la sua fidanzata attraverso Facebook. Trifone avrebbe picchiato Ruotolo per quanto fatto, che però gli avrebbe giurato vendetta.  «Al telefono mio figlio mi ha detto: “Ho già parlato con un amico che presta servizio in polizia postale a Milano. Il tempo di arrivare là e faccio la denuncia”. Trifone non ha fatto nomi, e solo in un secondo momento ho capito a chi si riferiva», prosegue il padre.

Dure accuse vengono fatte anche nei confronti dei due coinquilini, che dopo essersi resi conto degli errori commessi hanno parlato e hanno fatto incastrare Ruotolo, ma la madre sostiene che le loro bugie e l'intento iniziale di proteggere l'amico abbia depistato le indagini e rallentato il tutto, motivo per cui, secondo la donna, dovrebbero essere processati a loro volta.

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