Coronavirus, 651 morti e 3.957 nuovi contagiati: le vittime in Italia sono 5.476. Borrelli: «Dati in calo, non abbassare la guardia» LA MAPPA DEL CONTAGIO

Coronavirus, 651 morti e 3.957 nuovi contagiati: le vittime in Italia salgono a 5.476
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Domenica 22 Marzo 2020, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 20:49

Coronavirus in Italia: altre 651 vittime nelle ultime ventiquattro ore. Ieri l'aumento quotidiano era invece di 793. I morti totali salgono a 5476. Sono 7.024 le persone guarite, 952 in più di ieri. Lo ha detto il capo Dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli nel consueto bollettino delle 18. I malati sono 46.638, 3.957 in più di ieri. Il numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto i 59.138.

Sono 3.009 i malati ricoverati in terapia intensiva, 142 in più rispetto a ieri. Di questi, 1.142 sono in Lombardia. Dei 46.638 malati complessivi, 19.846 sono poi ricoverati con sintomi e 23.783 sono quelli in isolamento domiciliare. Nelle ultime settimane sono stati effettuati 258.402 tamponi. Si tratta di 25.180 tamponi in più di quelli fatti ieri. Di questi 5.560 hanno rivelato la positivita delle persone sottoposte a test, dunque il 22,1 per cento, circa uno su cinque è risultato positivo. 

BORRELLI: «NUMERI IN CALO, NON ABBASSIAMO LA GUARDIA»​

«I numeri di oggi sono minori rispetto a quelli di ieri, mi auguro che questi numeri possano essere confermati. Non bisogna abbassare la guardia, tenere le misure adottate e rispettare le indicazioni anche del provvedimento del governo». Dichiara Borrelli durante la conferenza stampa alla Protezione civile. «Sono due mesi che siamo qui e lavoriamo dalle 14 alle 15 ore al giorno senza soste - aggiunge Borrelli - Ringrazio gli uomini e le donne del Dipartimento e le loro famiglie. I colleghi positivi al Covid continuano a lavorare dalla propria abitazione, non hanno particolari criticità. La struttura continuerà a gestire l'emergenza, voglio rassicurare. È il nostro lavori e ne andiamo fieri»

«I medici che hanno aderito alla task force di 300 medici in supporto degli ospedali più in difficoltà e che sono in fase di selezione, andranno anche in altre regioni rispetto alla Lombardia, ad esempio nelle Marche». Spiega Borrelli. «Le figure più richieste - aggiunge - sono quelle di internisti, rianimatori, pneumologi, esperti di terapia d'urgenza. Da domani i primi medici saranno inviati nei territori»

LOCATELLI (CONS. SUP. SANITÀ): «SERVE RESPONSABILITÀ»

«È fondamentale quanto più possibile nei contesti familiari mantenere misure stringenti di contenimento dei soggetti risultati positivi al coronavirus. È un altro sacrificio che si chiede al Paese ma è importante. Altrimenti rischiamo di perpetuare il meccanismo di diffusione del virus». L'ha detto Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità durante la conferenza stampa alla Protezione civile. E ha aggiunto: «È un appello al senso responsabilità di tutti i familiari dei pazienti positivi».

«Le prima misure stringenti di contenimento sono state adottate l'11 marzo, quindi ci aspettavamo di vedere risultati a partire da 2-3 settimane - ha spiegato Locatelli - Quindi la prossima settimana sarà da questo punto di vista assolutamente cruciale e ci aspettiamo di vedere un segnale di inversione di tendenza. Non ci sono persone morte né ricoverati in terapia intensiva con meno di 20 anni di età. E tra i morti, solo 1% aveva meno di 50 anni». 

I DATI REGIONE PER REGIONE

Dai dati della Protezione civile emerge che sono 17.885 i malati in Lombardia (515 in più di ieri), 6390 in Emilia-Romagna (+729 di ieri), 4644 in Veneto (+430), 4127 in Piemonte (+621), 2231 nelle Marche (+234), 2144 in Toscana (+239), 1351 in Liguria (+192), 1272 nel Lazio (+186), 866 in Campania (+73), 738 in Friuli Venezia Giulia (+72), 885 in Trentino (+95), 648 in provincia di Bolzano (+48), 748 in Puglia (+106), 596 in Sicilia (+138), 539 in Abruzzo (+45), 500 in Umbria (+53), 354 Valle d'Aosta (+50), 337 in Sardegna (+6), 260 Calabria (+35), 52 in Molise (+5), 81 in Basilicata (+15).

Quanto alle vittime, se ne registrano: 3456 in Lombardia (+361), 816 in Emilia-Romagna (+101), 169 in Veneto (+23), 283 in Piemonte (+45), 184 nelle Marche (+30), 91 in Toscana (+21), 171 in Liguria (+19), 29 in Campania (+7), 53 Lazio (+3), 47 in Friuli Venezia Giulia (+5), 31 in Puglia (+2), 23 in provincia di Bolzano (+3), 8 in Sicilia (+2), 33 in Abruzzo (+11), 16 in Umbria (+6), 9 in Valle d'Aosta (+1), 35 in Trentino (+7), 8 in Calabria (+3), 7 in Sardegna (+3), 7 in Molise (+0). I tamponi complessivi sono 258.402, dei quali 155 oltre mila in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. 

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