Bulli a scuola, denuncia alla polizia postale ma è deluso: «Perché l'istituto non mi ha difeso?»

La vittima si è rivolta alla polizia postale: i bulli sono stati spostati in un'altra sezione solo in seguito alla denuncia

Cremona, ragazzo di 15 anni denuncia bullismo: «La scuola non mi ha difeso»
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 12:49 - Ultimo aggiornamento: 14:31

Ha denunciato i bulli, ha fatto la cosa giusta, ma si aspettava molto più supporto dalla sua scuola. Questa è la storia di un adolescente bullizzato per un anno con tanto di video postato sul web con il volto incerottato, mentre si allaccia una scarpa e cade e gli altri ridono.

È il culmine dell'escalation di soprusi, preceduto da pesanti scherzi in classe (il banco cosparso di amuchina o il materiale scolastico sparito) che un 15enne di Cremona ha subito nel 2021 e che ha deciso di denunciare alla Polizia postale. Secondo il suo racconto, di cui danno notizia sulle pagine locali il Corriere della sera e La Provincia di Cremona, i due bulli, un ragazzo e una ragazza, hanno preso 6 in condotta, «ma si sono pure vantati».

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Il ragazzo aveva cercato di parlare con la scuola, ma «venivo evitato. Mi sono sentito solo, come se fossi io nel torto», ha raccontato. Quest' anno se li è ritrovati ancora in classe e solo dopo che erano scattate le indagini sono stati spostati in un'altra sezione. I due hanno reagito e su una chat, il maschio ha scritto: «Vendicatemi, ammazzatelo» e alcuni hanno commentato favorevolmente, tanto che il ragazzo è tornato in questura per integrare la denuncia.

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«Ogni giorno uno scherzo diverso - racconta -. Ho parlato con i professori. Mi dicevano che non ci potevano fare niente. Quando ho scoperto il video, mi sono lamentato con gli insegnanti. L'unico risultato è stata una nota disciplinare, chiamare i loro genitori. Avevo tutta la classe contro. Mi insultavano per aver fatto la spia. I professori hanno deciso di fare un incontro di appena due ore con la referente del bullismo, ma non è servito a niente. Mi hanno proposto lo psicologo, una sola volta, perché era maggio e la scuola stava per finire». «La scuola ha agito, ha ascoltato e anche quest' anno ha attivato azioni a supporto - ribatte la preside -. La scuola non può sottrarsi al suo compito educativo e formativo. I genitori hanno la responsabilità di accompagnare i loro figli. Deve esserci unità di intenti. La scuola sta monitorando come ha sempre fatto per cercare una atmosfera di serenità e di accompagnamento».

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