CORONAVIRUS

Covid, il virologo Crisanti: «Fare il tampone a tutti i migranti appena sbarcano»

Venerdì 17 Luglio 2020
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Covid, il virologo Crisanti: «Fare il tampone a tutti i migranti appena sbarcano»

«Tutti i migranti vanno testati subito con il tampone appena appena sbarcano o arrivano in Italia. Bisogna bloccare sul nascere le situazioni a rischio». A dirlo è il virologo Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell'università di Padova, in un'intervista a Il Giornale. Nel caso contrario il pericolo è «la diffusione a macchia d'olio del virus, che non se n'è mai andato, non ce lo dimentichiamo». Secondo Crisanti, «sono gli asintomatici i più infettivi. Purtroppo, molto spesso, le infezioni circolano tra i giovani che trasmettono e infettano. Gli anziani invece si ammalano».

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Per quanto riguarda il caso del centro di accoglienza di Jesolo, dove si è scoperto che il 30% degli ospiti era positivo, l'esperto sottolinea che «nei centri di accoglienza non si può accedere facilmente. Servono autorizzazioni dal ministero dell'Interno. Noi in passato avevamo fatto domanda di testare queste realtà - riferisce - ma da Roma non ci hanno mai autorizzato, o forse non ci hanno neppure risposto. E la cosa non ha avuto seguito. E quindi non siamo intervenuti. Era fine marzo». Il virus, avverte Crisanti, «non guarda in faccia nessuno e circola ovunque. Quindi dovevano essere testati pure i migranti. Non avevamo sospetti precisi, ma volevo monitorarli perché erano stati lasciati fuori dai controlli epidemiologici».

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«Un errore non bloccare gli arrivi dagli Usa»
La scelta del ministro della Salute, Roberto Speranza, di non includere gli Stati uniti nella lista aggiornata dei paesi a cui è vietato l'accesso in Italia per il virologo è stato «un grave errore, visto che è il Paese con più malati di Covid al mondo». «Noi ci scandalizziamo che un migrante sia positivo - osserva Crisanti - ma della pandemia dobbiamo solo ringraziare i cinesi che hanno ritardato la comunicazione dei dati e che hanno favorito il virus prima del blocco dei voli. Io non me le dimentico le drammatiche settimane di febbraio».

«Il virus non è morto»
Sul coronoavirus ci sono ancora molte domande senza risposta. «Di certo il virus non è morto. Continua a circolare - spiega Crisanti - E non si sa quanto sottotraccia. Non so se stiamo testando le persone giuste». «In Veneto, per esempio - sottolinea - i tamponi sono quasi tutti fatti al personale ospedaliero che è molto protetto. E non sono molto significative. In questo momento non stiamo facendo un campionamento della popolazione. »Non ci rendiamo conto che possono esserci tanti casi positivi asintomatici in circolazione, che si accumulano e che poi possono creare grossi problemi di diffusione del virus«, conclude il virologo.

Ultimo aggiornamento: 15:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA