BOLLETTINO

Covid Veneto, boom contagi: 657, dato più alto della seconda ondata. Frenano ricoveri, ma in un mese sono raddoppiati

Mercoledì 14 Ottobre 2020

Impennata di contagi in Veneto. È una corsa che per ora non rallenta quella dei nuovi positivi nella regione, che oggi registra il dato più alto, +657 positivi, da quando si è giunta la seconda ondata. Gli infetti dall'inizio dell'epidemia salgono a 32.973, mentre per fortuna sono stabili i decessi, 2.226. 

Attualmente sono in isolamento domiciliare 12.834 persone, +1.151. Gli attualmente positivi ammontano a 7.182, 527 in più rispetto al numero di ieri. Buone notizie anche sul fronte ricoveri. Nei reparti di degenza ordinaria sono 359 i pazienti, tre in meno rispetto all'ultimo aggiornamento. Stabili ma in leggerissimo miglioramento anche le terapie intensive: quaranta, una in meno di ieri. 

La situazione ha sottolineato il governatore della Regione Luca Zaia non determina alcun allarme per il sistema sanitario, che conta su una capacità complessiva di 464 posti in rianimazione. Allargando il raggio d'indagine, però, si nota come dal 14 settembre ci sia stata una pressione maggiore sugli ospedali. Un mese fa erano 151 le persone ricoverate, oggi 359 (+137%). In terapia intensiva, allora c'erano 20 pazienti, adesso sono il doppio.

 

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LA POLEMICA SU IMMUNI

Intanto scoppia la polemica legata alla mancata implementazione da parte delle Usl dei dati sulla app Immuni, che finora, quindi, non avrebbe funzionato in Veneto. Un 'bucò nella piattaforma informatica di inserimento dei codici dei positivi al tampone - per consentirne il tracciamento - che verrà risolto, ha precisato la Direzione Prevenzione della Regione, nel giro di pochi giorni. Su questo però i 5 Stelle, con la deputata Francesca Businarolo, sono andati all'attacco del governatore Zaia: «534 mila veneti presi in giro. Zaia dia spiegazioni sulla mancata attivazione di Immuni in Veneto, anziché adottare il trucchetto di far vedere quanto è bravo a risolvere i problemi che lui stesso ha creato» ha affondato Businarolo. Da parte sua, il presidente veneto mantiene il punto sul problema scuola-trasporti, ribadendo la sua proposta, avanzata al Governo dalla Conferenza delle Regioni, di didattica a distanza alle superiori per alleggerire i mezzi sovraffollati. Per Zaia - che dopo la ministra Azzolina ha raccolto il no anche dell'Associazione nazionale dei Presidi - si tratterebbe di mettere a punto un piano preventivo «per fare formazione a distanza alternata a lezioni in presenza con i ragazzi più grandi, dai 16 anni in su». Una modalità, ricorda il Governatore, che già faceva parte delle linee guida sulla scuola elaborate a luglio dal Veneto, in seguito mutuate da tutte le Regioni. Nel frattempo c'è da monitorare attentamente la pressione che i nuovi casi rispetto alla tenuta degli ospedali. 

Ultimo aggiornamento: 19:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA