Covid Treviso, mille studenti isolati e 700 contagiati: «Rischiamo la chiusura di intere scuole»

Il Covid sta entrando prepotentemente nelle scuole: sono già 45 le classi messe in quarantena
di Mauro Favaro
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 08:18 - Ultimo aggiornamento: 18 Novembre, 15:55

TREVISO - Il coronavirus si fa strada tra i ragazzi. Sono 700 quelli contagiati. Praticamente un terzo dei trevigiani attualmente positivi. Il Covid è entrato in 146 classi. Tra queste, 45 sono in quarantena. Vuol dire che quasi mille studenti sono nuovamente costretti a seguire le lezioni da casa attraverso la didattica a distanza. 

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LA PROSPETTIVA

«Se i contagi aumenteranno, non possiamo escludere l’ipotesi di chiudere temporaneamente alcune scuole» fanno sapere dal dipartimento di Prevenzione dell’Usl della Marca. E’ il rischio che tutti vorrebbero scongiurare. Ma adesso bisogna fare i conti con una diffusione del coronavirus che è costantemente in crescita. Pur senza focolai di enormi dimensioni, le positività emerse nei giorni scorsi nel mondo delle squadre giovanili, dal calcio alla pallavolo, fino al nuoto e al judo, hanno portato la task force dell’Usl dedicata al tracciamento dei contatti a inviare centinaia di ragazzi ai Covid Point per il tampone di controllo. Si spiegano così le code di giovani viste anche ieri davanti alle postazioni dove si effettuano i test. Fino a questo momento sono stati evidenziati oltre 400 contagi, collegati ai vari cluster, proprio tra ragazzi con meno di 18 anni. Le scie di contagio, poi, sono inevitabilmente arrivate fino alle scuole.

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MICRO FOCOLAI

«Ci sono una serie di micro-focolai legati alle scuole. Purtroppo in questo periodo sono davvero tanti – conferma Francesco Benazzi, direttore generale dell’Usl della Marca – si è partiti dall’ambito sportivo per poi arrivare ad alcuni gruppi del catechismo e di seguito anche alle varie classi». Ad oggi sono almeno 12 le squadre sportive messe in quarantena. Si teme che sia solo la punta di un iceberg. Le difficoltà sono state sottolineate anche da Barbara Sardella, dirigente dell’ufficio scolastico di Treviso.«Uno dei primi problemi riguarda i contagi che vengono portati nella scuola da ambiti esterni, come stiamo vedendo con lo sport – ha spiegato – ma noi oggi dobbiamo fare tutto ciò che è possibile per tenere i ragazzi in classe in presenza. La didattica a distanza dell’anno scorso ha già lasciato un segno profondo nella formazione. A fronte di questo, l’obiettivo primario è lavorare affinché tutti possano restare in classe». «Non mancano poi casi di insegnanti positivi al coronavirus – aggiunge – non abbiamo notizie di grossi focolai, ma ovviamente ciò non aiuta in una simile situazione».

 
LE VARIANTI

In questo periodo praticamente tutti i contagi da coronavirus sono causati dalla variante Delta. E’ stata identificata pure la temuta Delta Plus. «Al momento, però, non c’è una variante prevalente – specifica Elisa Vian, responsabile del centro di Microbiologia dell’ospedale di Treviso – sono quasi tutti casi di Delta, più le relative sotto-varianti». La speranza è che le nuove regole sulle quarantene a scuola uscite dall’Istituto superiore di sanità e dai ministeri della Salute e dell’Istruzione possano progressivamente ridurre il ricorso alle lezioni a distanza. La novità più importante sta nel fatto che se in una classe emergono due contagi, la quarantena scatta solo per i ragazzi non vaccinati, fermo restando la necessità di sottoporre tutti al tampone nel più breve tempo possibile. Oltre a questo, anche gli inviti a fare il test saranno rivisti. C’è un accordo con l’Usl della Marca che apre le porte a una comunicazione diretta con le famiglie degli studenti contatti di casi positivi. Con chiamate specifiche, senza inviti generali su due giorni. E, infine, è previsto un tampone di controllo a cinque giorni di distanza. 

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