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Covid nei supermercati: tracce su pos, banchi gastronomia e carrelli. Il blitz dei Nas

Covid nei supermercati: tracce su pos, banchi gastronomia e carrelli. Il blitz dei Nas
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Lunedì 26 Aprile 2021, 10:02 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 16:43

Covid, blitz dei carabinieri del Nas nei supermercati: trovati casi di positività dopo i tamponi di superficie sulla bilancia del bancone del reparto gastronomia, sul manico del carrello e sul bancomat delle casse. E 12 supermarket sono stati chiusi. Nell’ambito dei controlli svolti a tutela della salute collettiva nel periodo di emergenza sanitaria, il Comando carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha condotto una campagna di verifiche a livello nazionale presso i supermercati, al fine di accertare la corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione degli ambienti e delle attrezzature per limitare il contagio da Covid-19.

I controlli

I Nas di Perugia in due distinti supermercati, ubicati a Gubbio e Terni hanno riscontrato 3 positività di tamponi di superficie prelevati rispettivamente sulla bilancia del bancone del reparto di gastronomia e, nel secondo caso, sul Pos per le carte di pagamento elettronico e sul manico del carrello. È stata disposta la sanificazione di entrambe le attività di distribuzione e la sottoposizione al “tampone” di tutto il personale dipendente.

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Irregolare il 18% dei supermarket

Complessivamente sono stati ispezionati 981 esercizi commerciali individuati tra quelli di maggiore afflusso, rilevando irregolarità presso 173 di essi, pari al 18%, deferendo all’Autorità giudiziaria 9 responsabili di supermercati e sanzionandone ulteriori 177 con violazioni amministrative per un ammontare di 202 mila euro. Sono state contestate 226 irregolarità, delle quali 39 riconducibili a carenze igieniche per mancata esecuzione delle operazioni di pulizia e sanificazione dei locali e delle attrezzature ad uso comune, l’omessa indicazione delle informazioni agli utenti sulle norme di comportamento e sul rispetto del numero massimo di presenze contemporanee all’interno dei locali e della distanza interpersonale durante gli acquisti e alle casse.

Sono stati accertati, inoltre, il malfunzionamento o l’assenza dei dispenser per la disinfezione delle mani ed il mancato rispetto delle distanze interpersonali. Al fine di individuare l’efficacia delle periodiche operazioni di pulizia e sanificazione, sono stati eseguiti tamponi per la ricerca del COVID-19 sulle superfici ritenute di maggiore contatto, realizzando 1.060 campioni con il supporto di tecnici prelevatori e dei laboratori delle ASL, ARPA (Agenzie Regionali di Protezione Ambiente), IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali del Ministero della Salute) e enti universitari. Gli esiti analitici hanno rilevato la positività alla presenza di materiale genetico del virus in 18 casi riconducibili a carrelli e cestini impiegati dalle utenze, tastiere per il pagamento bancomat e carte di credito (POS), tasti delle bilance e dispositivi “salvatempo” impiegati dagli utenti per la lettura automatica dei prodotti acquistati.

Carenze in Lazio, Emilia, ToscanaUmbria, Campania (non a Napoli) e Sardegna

I supermercati presso i quali sono state evidenziate positività al COVID-19, appartenenti a diverse aziende della Grande Distribuzione, sono stati individuati nelle città di Roma, Latina, Frosinone, Grosseto, Terni, Salerno e Catania nonché in altri esercizi nelle province di Parma, Perugia e Cagliari. Nessuna traccia invece sulle superfici dei supermercati in Abruzzo, ma carenze e successive sanzioni in materia di violazioni al pacchetto igiene ed autocontrollo aziendale. Sono 23 i supermercati analizzati in regione: nove nel pescarese, cinque nell'aquilano, cinque nel teramano e quattro nel chietino. Buone notizie anche dai 12 supermercati e ipermercati di Napoli: non ci sono tracce del virus ma in alcuni casi gli alimenti non erano stati conservati in maniera tale da tutelare la salute dei consumatori. 

Nell’ambito del piano ispettivo, i Carabinieri NAS hanno individuato anche gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali che hanno determinato l’esecuzione di provvedimenti di immediata sospensione dell’attività commerciale nei confronti di 12 supermercati, dei quali 3 per violazioni alle misure antiCOVID, ed il sequestro di oltre 2.000 kg di prodotti alimentari risultati non adatti al consumo, per mancanza di tracciabilità e modalità di conservazione non idonea.

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Le reazioni delle associazioni 

«Occorre evitare inutili allarmismi alzando il livello di sicurezza per operatori e consumatori con l'obiettivo di assicurare continuità degli approvvigionamenti alimentari che in Italia nonostante le difficoltà durante l'emergenza Covid non si sono mai interrotti», ha scritto Coldiretti. «Al contrario, con le chiusure della ristorazione la spesa alimentare al dettaglio degli italiani ha raggiunto il massimo da almeno un decennio grazie all'aumento record del 7,4% nel corso del 2020 rispetto all'anno precedente».

Preoccupano in particolare i dati dei Pos, il cui numero in Italia è crescito negli ultimi anni in cui il contante è sempre meno usato: «Con oltre 3,5 milioni di Pos attivi in Italia è necessario continuare a garantire la massima sicurezza anti-Covid a consumatori e famiglie che fanno la spesa, ritirano contanti, pagano bollette e fanno la ricarica ai telefonini presso supermercati, negozi e banche», l'analisi dell'Uecoop (Unione europea delle copperative). 

«È dall'inizio della crisi sanitaria che denunciamo: il supermercato non è affatto un luogo sicuro né per chi ci lavora né tanto meno per chi ci fa la spesa quotidiana», dice Francesco Iacovone dei sindacati italiani Cobas. «Continueremo a denunciare tutte quelle attività che non applicano le regole imposte per il contenimento del contagio. Perché i lavoratori del commercio, troppo spesso dimenticati, hanno bisogno di voce e di tutele reali».

 

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