COVID

Covid Regioni, contagi allarmanti. De Luca: «Chiudere la Campania? Si prenderanno decisioni necessarie»

Venerdì 9 Ottobre 2020

Regioni ai limiti della soglia. Il numero di contagiati per Covid comincia a fare paura in molte zone d'Italia. Con il ministro  per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia che annuncia di «non escludere interventi in caso di aumenti dei contagi». Il che non significa chiudere le Regioni, ma essere pronti a ogni evenienza.

 

UMBRIA

Con 151 nuovi casi di coronavirus registrati nell'ultimo giorno l' Umbria ha toccato il livello più alto mai toccato dall'inizio della pandemia. Frutto di 2.645 tamponi analizzati in 24 ore, anche in questo caso un record assoluto. Lo ha annunciato il commissario per l'emergenza Covid Antonio Onnis nel corso di una conferenza stampa per fare il punto della situazione. Il quale parlando di una curva in crescita ha sottolineato che il dato «allarma».

 

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CAMPANIA

Anche oggi in Campania verrà annunciato un alto numero di contagiati. «Abbiamo molti asintomatici, tra gli oltre 700 positivi che avremo anche oggi, il 90-95% è asintomatico», ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. «Queste persone vanno collocate - ha detto - in isolamento domiciliare e non vanno in ospedale. Però se si alza l'età media dei contagi dobbiamo aspettarci anche ricoveri ulteriori, con due novità che non avevamo 6 mesi fa, l'apertura delle scuole e la stagione dell'epidemia influenzale. Chiudere la Regione? Si prenderanno tutte le decisioni necessarie, non le decisioni più comode. Quelle più necessarie per tutelare la sicurezza delle nostre famiglie. Dipende dal contagio e dall'evoluzione del contagio - ha detto - per adesso abbiamo una situazione che mi pare sotto controllo».

«Il momento difficile del covid19 non è alle spalle, è ancora davanti a noi. Prepariamoci ad avere mesi, se le tendenze in corso si confermano, ancora più pesanti di quelli da gennaio a maggio». Poi su Facebook: «Obiettivo è avere equilibrio tra nuovi positivi e guariti. Ma se abbiamo mille contagi e duecento guariti è lockdown», ha detto. «Se abbiamo - ha detto - un incremento ogni giorno di 800 nuovi positivi chiudiamo tutto. Non drammatizzo, faccio un calcolo numerico».

 

 

 

LAZIO

«Ben 14 comuni hanno superato abbondantemente la soglia di attenzione, fissata in 10 casi attivi per 10.000 abitanti, e altri 4 si avvicinano a tale parametro», sottolinea il direttore generale dell'Asl di Latina, Giorgio Casati, commentando le misure restrittive per la provincia di Latina previste nell'ordinanza della Regione Lazio.«Tale evidenza, rappresenta in modo inequivocabile che il virus è estremamente diffuso in tutta la Provincia» e ha aggiunto: «La situazione attuale del contagio è pertanto preoccupante non solo per il momento contingente ma, anche, letto in ottica prospettica».

 

BASILICATA

Nel bollettino della task force regionale, in cui sono indicati solo i residenti con tampone registrato in Basilicata, i lucani attualmente positivi sono 351 (+20), le persone decedute sono 35, i guariti 438 (+2). Conteggiati a parte altri 48 casi riguardanti cittadini non residenti in Basilicata e stranieri (di questi casi uno è un ricovero ospedaliero e gli altri sono isolamenti domiciliari obbligatori in Basilicata). Non vengono conteggiati i non residenti che, pur avendo fatto il tampone in Basilicata, sono in isolamento in Puglia o in altre regioni. Dall'inizio dell'emergenza sanitaria sono stati analizzati 80.332 tamponi, di cui 79.329 sono risultati negativi.

 

VENETO

Un'altra giornata nera per il Covid in Veneto con 591 contagi in più rispetto a ieri. Il dato degli infetti dall'inizio dell'epidemia ha superato di slancio la quota psicologica dei 30.000, per l'esattezza 30.504, con aumenti soprattutto nelle province di Venezia (+131), e Treviso (+120). Lo afferma il bollettino della Regione. Si contano anche 3 vittime, per un dato complessivo di 2.209 morti (tra ospedali e case di riposo). Crescita contenuta nei ricoveri, 304 (+7) e nelle terapie intensive, 30 (+1). 

 

ABRUZZO

Brusca impennata dei contagi da Covid-19 in Abruzzo: sono 103 i nuovi casi emersi nelle ultime ore dall'analisi di 2.787 tamponi, numero record di test eseguiti in un solo giorno. Il dato sui nuovi casi è uno dei più alti mai registrati dall'inizio dell'emergenza. Per vedere cifre analoghe bisogna tornare indietro all'inizio di aprile. Il totale regionale sale a 4.886. C'è un decesso recente, una 80enne del Chietino: il bilancio delle vittime sale a 487. Aumentano i ricoveri in ospedale. I nuovi pazienti hanno età compresa tra i 3 e i 96 anni. I positivi con età inferiore ai 19 anni sono otto: quattro in provincia di Pescara, uno in provincia di Chieti e tre in provincia di Teramo. Dei 103 nuovi casi, 39 riguardano la provincia di Teramo, 24 quella dell'Aquila, 22 il Chietino e 18 il Pescarese. Tra le località con più casi vi sono Teramo (9), Montesilvano (9), Colonnella (9), San Salvo (7), L'Aquila (6), Avezzano (6) e Vasto (6). Sale bruscamente il numero degli attualmente positivi, 97 in più, che sono in tutto 1.249: 100 pazienti (+10 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva e sette (invariato) in terapia intensiva, mentre gli altri 1.142 (+87) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. I guariti sono 3.150 (+5).

 

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Ultimo aggiornamento: 18:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA