Covid, lo studio dell'Università di Milano: «In Italia circolava già a novembre 2019»

Covid, lo studio dell'Università di Milano: «In Italia circolava già a novembre 2019»
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Giovedì 17 Dicembre 2020, 14:59 - Ultimo aggiornamento: 15:17

Secondo uno studio pubblicato dall'Università degli Studi di Milano, il nuovo coronavirus potrebbe essere stato in circolazione in Italia già dal novembre 2019, cioè prima della prima infezione ufficialmente registrata e del lockdown in Italia. Il nuovo report, infatti, ha rintracciato degli anticorpi anti Covid in un bambino che si è ammalato proprio in quel periodo. Il bimbo, che non era mai stato all'estero, il 21 dicembre 2019 iniziava a manifestare degli strani sintomi: tosse, rinite, vomito e insufficienza respiratoria. Il 1 dicembre, lo stesso paziente manifestava uno sfogo simile al morbillo. Tutti quei sintomi ora sono stati identificati con certezza grazie a un esame approfondito: quel bambino era stato infettato dallo stesso ceppo di coronavirus rilevato a Wuhan a dicembre 2019. Queste le dichiarazioni di Mario C. Raviglione, direttore del Global Health Center dell'Università degli Studi di Milano «Quello che la ricerca mostra è che a Milano c'era un bambino che è stato infettato dal coronavirus in un momento in cui nessuno in Europa aveva mai sentito parlare dell'epidemia».

Lo studio

In particolare, il direttore del Global Health Center ha rivelato che il tampone somministrato al bambino, a dicembre, conteneva solamente un estratto di acido ribonucleico del virus, cioè l'Rna. Per questo non c'erano le informazioni necessarie per stabilire l'origine del virus, anche se si è riusciti a risalire al ceppo di coronavirus della città di Wuhan. Queste le parole di Raviglione: «L'unica cosa che possiamo dire in modo definitivo è che ora sembra chiaro come quando il primo malato di coronavirus italiano è stato identificato nella città di Codogno questa fosse una delle tante persone già infettate nel Paese». Anche l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha rivelato di aver trovato anticorpi al coronavirus negli esami del sangue di alcuni pazienti oncologici ad ottobre 2019: quindi l'infezione risalirebbe addirittura a settembre 2019.

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Le evidenze

I dati emersi fanno luce sui tempi reali dell'inizio della pandemia da Covid: il virus circolava già da molti mesi prima rispetto alla data annunciata dall'Oms. Il virologo tedesco Alexander Kekule ha infatti dichiarato che non si tratta più di teorie, in quanto vi era già «un focolaio non rilevato del virus originale nel Nord Italia nelle prime settimane del 2020». Quanto alle mutazioni, Kekule ritiene che quasi il 100% dei casi di coronavirus attualmente nel mondo derivino dalla variante italiana, più aggressiva di quella di Wuhan, originata dai focolai del Nord Italia. L'Italia ha registrato infatti il suo primo caso «autoctono» il 21 febbraio a Codogno, in provincia di Lodi. La Johns Hopkins University stima che in Italia siano state colpite dal Covid oltre 1,8 milioni di persone, per un bilancio totale di 60.000 morti.

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