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Covid, allarme nel carcere di Torino: «Mascherine prive del marchio Ce, non sono a norma»

Venerdì 8 Maggio 2020 di Raffaella Troili

Mascherine tarocche nel carcere di Torino. E cresce l'allarme focolai. A darne la notizia è il segretario generale Osapp organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria Leo Beneduci. «E' indegno che il personale di polizia penitenziaria del carcere di Torino dopo aver subito 60 contagi tra i detenuti e 15 tra il personale abbia ricevuto delle sedicenti mascherine protettive che come si legge dal foglietto allegato alle stesse non sono mascherine che costituiscono dispositivi di protezione individuale, sono prive del marchio della Comunità europea e non garantiscono in alcun modo la protezione delle vie respiratorie. Come si vede in Italia il problema delle carceri non è solo legato alla scarcerazione di 484 detenuti ad alta sicurezza o 41 bis come avvenuto fino ad oggi, ma anche alla grave inadeguatezza di chi ha la responsabilità di gestire queste strutture. Il ministro si occupi anche di questo».

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Nel foglietto allegato si legge chiaramente che si tratta di “mascherina facciale a uso generico” ma “non garantisce in alcun modo la protezione delle vie respiratorie per chi le indossa” non si configura né come DM né come DPI "non offre una protezione efficace contro i patogeni dunque non può essere usata durante il servizio dagli operatori sanitari né dagli altri lavoratori per i quali è prescritto l'uso di specifici dispositivi di sicurezza". 
 

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