CORONAVIRUS

Coronavirus, la ministra Bonetti sblocca 30 milioni di fondi antiviolenza

Giovedì 2 Aprile 2020

La ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti ha firmato il decreto con iter straordinario per l'erogazione di 30 milioni di fondi antiviolenza. La procedura «voluta d'urgenza dalla ministra in considerazione dell'emergenza da Covid 19» - viene spiegato in una nota del ministero - ha consentito di sbloccare le risorse, già ripartite alle Regioni per il 2019, pur in assenza della programmazione da parte delle Regioni, normalmente richiesta nell'iter ordinario.

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La ministra ha subito firmato il decreto per l'invio alla Corte dei conti. Il decreto oggi firmato prevede inoltre che la parte di risorse - 10 milioni - destinata a specifiche attività collaterali per il contrasto della violenza (20 milioni sono invece destinati all'attività ordinaria dei centri antiviolenza e delle case rifugio) dovrà essere «prioritariamente impiegata per il sostegno delle iniziative che i centri antiviolenza e le case rifugio devono adottare in questi giorni per far fronte all'emergenza da Coronavirus».

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«Un'azione che, per quanto mi riguarda ho ritenuto doverosa, ben conoscendo il lavoro che i centri antiviolenza e le case rifugio stanno continuando ad assicurare in questi giorni di emergenza, superando con dedizione le molte difficoltà e i rischi legati al contagio. A loro va la nostra gratitudine ma deve prima di tutto rivolgersi ogni possibile sforzo per sostenerli». È il commento della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti sullo sblocco dei 30 milioni dei fondi antiviolenza. «Con il decreto firmato oggi consentiamo che - spiega in una nota - i fondi dovuti ai centri antiviolenza e alle case rifugio dal 2019 giungano alle Regioni senza che queste abbiano inviato la necessaria programmazione. L'attività di pianificazione, così come quella di monitoraggio, è un elemento necessario nella corretta gestione dei fondi pubblici e dei servizi sul territorio. Tuttavia, questo tempo drammatico in cui continuano a raggiungerci notizie di violenza domestica, fino al femminicidio, ha reso doveroso e necessario un intervento straordinario. Perché i centri antiviolenza e le case rifugio possano lavorare sentendo il nostro sostegno e perché le donne vittime di violenza sappiano che la loro vita è importante per tutti noi. C'è un Paese intero che - conclude - le vuole libere dalla violenza ed è pronto a sostenerle».

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