Coronavirus: turismo, arene e ristoranti si punta a riaprire il 18 maggio

Coronavirus: turismo, arene e ristoranti si punta a riaprire il 18 maggio
di Rosario Dimito
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Domenica 26 Aprile 2020, 08:58

ROMA La fase 2 bis del governo è il piano per l'estate a partire dal 18 maggio: turismo, spostamenti infra-regionali, quindi treni, attività ricreative come cinema e arene all'aperto, attività sportive, bar e ristoranti. Ed è su questi scenari legati anche all'avvento della bella stagione che il confronto di queste ore fra Giuseppe Conte e Vittorio Colao, dà le prime indicazioni sulle quali si muoverà la task force nella prossima riunione di dopodomani. In parallelo anche ieri la riunione congiunta del Comitato tecnico-scientifico (Cts) e dell'Iss con il supporto dell'Inail, fondamentale miniera di dati e analisi per la ripartenza, sta predisponendo il terreno per fornire le risposte tecniche rispetto alle varie proposte del governo che poi dovrà raccordarsi su scala locale con le regioni che anche ieri hanno mostrato di voler accelerare.

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Il tutto adottando la metodologia concordata tra Colao, Cts e Iss di tenere sotto osservazione l'andamento dell'epidemia attraverso l'indice R0, lo stato del sistema sanitario locale riguardo le terapie intensive adeguate e una scorta di dispositivi Dpi, con le misure di accompagnamento dei trasporti che in queste ore contribuisce a ritardare il varo del Dcpm di Conte, atteso entro domani sera. Ritardo causato anche dalla complessità di ritagliare i perimetri dei comparti manifatture, costruzioni e servizi, che come certificato nella relazione Colao, condivisa da governo e altri interlocutori, partiranno tra due lunedì.
Lo step successivo alla riapertura delle prime fabbriche con la fase 2 bis, dovrebbe coinvolgere un'altra fetta di produzione e attività legate alla bella stagione e ad alcune scadenze. Uno dei quesiti sui quali si stanno interrogando gli scienziati e sanitari è la conclusione delle attività scolastiche. Cts, Iss, Inail stanno valutando, dopo gli scritti della maturità da svolgere da casa, di provare a tenere gli orali in classe, verso fine giugno, ma a livello individuale studente-professore divisi da un tavolo con distanze di sicurezza e mascherine, mentre gli altri alunni aspetteranno fuori. Altri aspetti controversi riguardano i lavoratori della medio-piccola impresa, pari al 70% del mondo della produzione, per un totale di circa 7,5 milioni di unità dove si deve organizzare per esempio, lo spazio mensa: data la ristrettezza delle dimensioni non è facile dovendo assicurare le distanze di sicurezza. Ma c'è anche la sorveglianza sanitaria. In queste fabbriche non sempre c'è un medico ma è possibile prefigurare una sorveglianza multipla attraverso consorzi di imprese che si avvalgano di un medico del lavoro o poggino sui 190 centri sanitari di cui è dotata Inail.

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AUTOCERTIFICAZIONE SUI TRENI
Dalla produzione all'estate, l'Italia del post-lockdown punta a recuperare il tempo perduto, anche riguardo la cura della persona che, secondo il codice Ateco, rientra nelle zone rosse: al numero 96 ci sono altre attività di servizi per la persona che hanno classe di aggregazione 2 e classi di rischio medio-alta. I parrucchieri potrebbero far parte delle riaperture del 18 maggio, a condizione lavorino con entrate una per volta e i dipendenti utilizzino il sistema Dpi e i guanti con orari più lunghi. Potrebbero riaprire le palestre, specie quelle all'aperto, mantenendo le distanze, senza utilizzo degli spogliatoi ma per esempio, di salviette igienizzanti. Così i bar e ristorante, specie all'aperto: l'idea è di adottare le accortezze dei tavoli distanti, massimo due persone con mascherine. Cinema all'aperto e arene avanti tutta. Ci si dovrebbe spostare liberamente da una regione all'altra, anche utilizzando l'Alta velocità con sistemi di distanziamenti, protezioni, corsie differenziate: per muoversi potrebbe essere necessaria l'autocertificazione altrimenti inutile.
Rosario Dimito
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