Coronavirus: va a trovare il papà ammalato, 47enne in terapia intensiva

Coronavirus: va a trovare il papà ammalato, 47enne in terapia intensiva
di Mauro Favaro
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Mercoledì 4 Marzo 2020, 14:09 - Ultimo aggiornamento: 5 Marzo, 21:40

Andava a far visita al padre ricoverato nella Geriatria del Ca' Foncello, a Treviso. E adesso si ritrova a 47 anni in un letto della Terapia intensiva dello stesso ospedale a combattere contro il coronavirus. Secondo i medici le sue condizioni di salute sono discrete. Ma certo a livello generale le preoccupazioni sono sempre più forti. Si sente spesso dire che il nuovo coronavirus colpisce più duramente gli anziani. Quasi come una terribile e ingiusta consolazione. Ma in realtà non sono a rischio solo le persone con qualche anno in più e con una serie di problemi di salute già sulle spalle. Il padre del 47enne era stato ricoverato nel reparto di Geriatria dell'ospedale di Treviso poco prima che venisse chiuso proprio a causa dell'esplosione dei contagi da coronavirus. Cioè prima del 25 febbraio, quando è morta Luciana Mangiò, primo caso nella Marca, purtroppo immediatamente letale. L'uomo che ora lotta con tutte le sue forze in Rianimazione andava a trovare spesso il genitore. Non poteva sospettare nulla. Fino a quando non ha iniziato ad accusare sintomi simili a quelli dell'influenza. Il tampone faringeo ha confermato i sospetti: anche lui era stato colpito dal nuovo coronavirus. Così è scattato il ricovero nell'unità di Malattie infettive, diretta da Pier Giorgio Scotton. Ma non è bastato. Le condizioni di salute del 47enne sono via via peggiorate fino a rendere necessario il trasferimento nella Terapia intensiva.

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IL NODO
Il timore è che sempre più pazienti abbiano bisogno della Rianimazione. Al momento a Treviso non c'è un'emergenza in questo senso. Il Ca' Foncello conta in tutto una ventina di posti disponibili. Ma la direzione dell'Usl della Marca sta già mettendo a punto un piano per essere pronta a correre ai ripari nel caso in cui dovesse diventare indispensabile. L'imperativo categorico è preservare l'ospedale. In primis per evitare che i contagi si diffondano. La chiusura della struttura di Schiavonia insegna. L'altro aspetto fondamentale è salvaguardare la salute dei medici, degli infermieri e degli operatori. Se finiscono loro in isolamento, salta tutto. Oggi la Geriatria è allo stremo. Qui sono rimasti solo cinque specialisti dell'equipe del reparto. «Sono risultati positivi 8 medici su 13 ha rivelato Giovanni Leoni, segretario regionale del Cimo, sindacato dei medici e sugli 8 positivi, in particolare, quattro hanno la febbre». Non è finita qui. Nei giorni scorsi sono stati eseguiti i tamponi al personale sia della Medicina che della Terapia intensiva. In tutti e due i settori erano transitati pazienti positivi al coronavirus. «Gli esiti sono stati tutti negativi», assicura Francesco Benazzi, direttore generale dell'Usl della Marca.

IN REPARTO
Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, però, che arriva un'altra doccia gelata. Anche in Otorinolaringoiatria si allunga l'ombra del nuovo virus cinese. Una paziente è risultata positiva in seguito al trasferimento dalla Geriatria. Subito dopo è stata isolata in una stanza singola dello stesso settore. Ma si teme che il contagio possa essersi allargato. Nelle ultime ore sono stati sottoposti a tampone tutti i componenti dello staff del reparto: una sessantina di persone. Oggi arriveranno i primi risultati. Di pari passo, l'Usl proverà a sminare il nodo della Geriatria, diventata zona rossa. Entro venerdì, quindi nel giro di tre giorni, verranno dimessi tutti e 88 i ricoverati. Compresi quelli trovati positivi al coronavirus che però non presentano sintomi simil influenzali. Verranno messi in isolamento domiciliare o all'interno delle case di riposo, con un controllo quotidiano da parte del servizio Igiene e sanità pubblica. Ovviamente con la speranza che nessuno sviluppi la malattia. In caso contrario, si rischierebbe uno scenario difficilmente immaginabile. Dopodiché, tra sabato e domenica, il reparto verrà completamente sanificato.
 

 
 

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