CORONAVIRUS

Coronavirus Treviso, figli fuori con il cane, papà multato di 400 euro: «Ho sbagliato ma non siamo furbetti»

Martedì 31 Marzo 2020 di Alberto Beltrame, Luca Anzanello
Lasciare che i figli portassero il cane a giocare al parco è costato caro ai genitori di tre bambini di San Biagio

SAN BIAGIO DI CALLALTA - Dopo tre settimane chiusi in appartamento, il papà aveva deciso di concedere 10 minuti di libertà ai suoi tre figli, autorizzandoli a una breve passeggiata fino alla casetta dell’acqua, distante circa 350 metri da casa. Con loro anche il cagnolino, vero motivo dell’uscita, tenuto al guinzaglio dalla figlia maggiore, di 10 anni, alla quale i genitori, una coppia di San Biagio, avevano affidato anche i due fratellini più piccoli. Una concessione costata caro alla famigliola: una pattuglia della polizia locale, notando i tre minori non accompagnati, ha subito chiesto loro cosa ci facessero in giro e, dopo averli seguiti a distanza fino al cancello di casa, ha sanzionato il padre (in base alle direttive della Presidenza del Consiglio dei Ministero sulla limitazione degli spostamenti per impedire la diffusione del coronavirus), con una multa da 400 euro. 

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«Sarebbe bastata una tirata d’orecchi - protesta però il genitore -. Abbiamo rispettato le regole per giorni, spiegandole anche ai bambini, e di certo non abbiamo fatto i furbetti. Abbiamo sbagliato, non lo nego, ma si poteva risolvere la cosa diversamente. Senza contare gli attacchi che abbiamo letto sul web, che ci hanno lasciati amareggiati: c’è chi ci ha dato dei “genitori indegni”». «Durante la settimana - continua il papà - i compiti dettano il ritmo della giornata e per il resto del tempo ci si ingegna come si può per far passare loro il tempo cercando di limitare il facile utilizzo di tablet e smartphone, ma una casa di metratura limitata con un fazzoletto di giardino non aiutano comunque». Il tragitto, stando a Google Maps, era di 350 metri e gran parte della strada si vede dalla finestra della casa. «I miei figli sanno come comportarsi, in queste settimane abbiamo spiegato di stare lontani dalle persone, ma dopo pochi minuti li ho visti rientrare seguiti dai vigili, che subito dopo mi hanno chiesto i documenti e dato la sanzione da 400 euro, che per una famiglia monoreddito come la nostra non sono pochi». 

IL SINDACO
Il sindaco Alberto Cappelletto difende a spada tratta l’operato dei vigili: «In questo momento un genitore non lascia uscire di casa tre minori per una passeggiata col cane. I vigili hanno fatto il loro dovere. Fossi stato in lui avrei chiesto scusa ai bambini per averli messi in questa situazione imbarazzante. Sono giorni questi in cui non possiamo permetterci il semplice richiamo al buon senso. Siamo in guerra, non so se si è capito. La maggior parte della cittadinanza è rinchiusa in casa e rispetta le regole, ma è sempre più intollerante verso chi se ne frega. Mandare fuori di casa, ben oltre la distanza consentita dalle ordinanze in vigore, è un atto di irresponsabilità: ai nostri ragazzi va spiegato perché è interesse di tutti rispettare le regole. Oggi, e ancor più domani».

I RECIDIVI
A Conegliano intanto la depenalizzazione della violazione al decreto, con l’inasprimento delle sanzioni, sta comportando altri problemi. «A trasgredire sono quasi sempre persone che anche in tempi normali infastidivano la gente, vale a dire 5-6 tra italiani ed extracomunitari che conducono una vita borderline e frequentano l’argine del fiume Monticano o gli ingressi dei supermercati - spiega il comandante della polizia locale di Conegliano Claudio Mallamace - Si tratta di persone che spesso sono già state sanzionate e che continuano a non osservare le norme». Depenalizzare le misure repressive non ha aiutato insomma a togliere certi vizi: «Sommando le denunce penali, di solito qualcosa alla fine si sconta. Questi recidivi, invece, sono in genere nullatenenti che non si fanno problemi ad essere multati perché non hanno i soldi per pagare le sanzioni».

Ultimo aggiornamento: 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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