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Coronavirus, case-asilo e gruppi di studio: così i genitori si organizzano nei giorni delle scuole chiuse

Coronavirus, case-asilo e gruppi di studio: così i genitori si organizzano nei giorni delle scuole chiuse
di Veronica Cursi
4 Minuti di Lettura
Venerdì 6 Marzo 2020, 07:14 - Ultimo aggiornamento: 13:38

Ore 8.00, tutti svegli dentro casa. Che si fa? Mamme e papà si guardano con aria perplessa mentre i bambini saltano sul divano da mezz'ora. È il primo giorno di home schooling. Ovvero le scuole sono chiuse in tutta Italia - e non solo nelle zone rosse - per l'emergenza Coronavirus e i bambini fino a metà marzo devono seguire i programmi scolastici da casa per non rimanere indietro. Lezioni, esercizi, compiti di matematica, temi: tutto caricato e disponibile nelle piattaforme online messe a disposizione dalle scuole. Già, ma chi li segue i ragazzini con i compiti se mamma e papà devono andare a lavorare? L'organizzazione è un problema non da poco per quei genitori che non possono contare su baby sitter o nonni che, in ogni caso, sono considerati categoria a rischio e dunque spesso rispediscono l'invito di tenersi i nipoti al mittente.

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Qualcuno può contare sullo smart working (il lavoro da casa) come se fosse facile poi organizzare conference call con l'azienda mentre tuo figlio di 9 anni gioca a Fifa ed esulta tutte le volte che segna un gol. Simona, mamma di Giulia, 7 anni, ha compilato un foglio Excel per la prossima settimana: «Lunedì in ufficio con il papà, martedì e mercoledì dai cugini, giovedì mi sono presa un giorno di ferie. Venerdì chi lo sa. Mi piacerebbe ci fosse la possibilità di prendere un congedo anche per seguirla nei compiti». Una mole di lavoro di fronte alla quale, a guardare i registri elettronici di alcune scuole, anche Maria Montessori vacillerebbe. I congedi parentali, in realtà, già esistono fino ai 12 anni del bambino ma il governo sta pensando a soluzioni straordinarie come permessi, banca ore, ferie o l'arrivo di nuovi voucher per il baby sitting per i genitori lavoratori. Tutte norme che - se ci saranno - arriveranno solo la prossima settimana e fino a quel momento che si fa?

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LE CHAT CHE SQUILLANO
Le chat delle mamme non smettono di squillare. E spesso sono cattive notizie: «Cancellati anche gli allenamenti di calcio», «annullate le lezioni di catechismo», «rinviato il nuoto». Dunque senza scuola, sport e attività extrascolastiche i bambini sono confinati in casa, carichi perché si sentono in vacanza, ma pieni di compiti e con pochissima voglia di farli. Qualcuno rinvia pure le feste dei bambini previste nel weekend. Praticamente un sequestro di persona. La solidarietà genitoriale viene in aiuto: «Mamme io non lavoro e sono disponibile a prendere qualche bambino in casa», scrive Valentina su Whatsapp. Santa subito. Le esclamazioni si accavallano, tanto che al decimo «mio figlio viene volentieri», qualcuno si rende conto che Valentina, per quanto gentile, non vive a Windsor e lancia un'altra idea: «Io pensavo di contattare una maestra per fare gruppetti di bambini e seguirli nei compiti un paio d'ore la mattina». In poche parole le scuole chiudono e loro ricreano le classi dentro casa.


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Un controsenso? Forse, ma la disperazione è tale che la soluzione appare perfetta. C'è chi tira fuori la zia maestra in pensione, la figlia liceale che vuole guadagnare qualcosa, la professoressa di ripetizioni disponibile a ore di straordinario. Carlotta propone la baby sitter di gruppo. A conti fatti, dunque, oltre alla retta scolastica ti ritrovi a pagare pure la tata. Chi può ha spedito direttamente i bambini nella casa di vacanza. Se bisogna stare in isolamento, almeno stiamoci bene: «Siamo più sereni a saperli lì - ammette Chiara, mamma di due bimbi di 6 e 10 anni- quando potremo raggiungerli daremo il cambio ai nonni. La prossima settimana prenderemo qualche giorno di ferie e ci alterneremo». Valentina, mamma separata ed equilibrista di Tea, 10 anni, e Tito, 4, si organizza come può: «Un giorno dalla nonna, un giorno al lavoro con me, due dal papà che si è preso le ferie e uno dagli amici che lavorano da casa. È un momento in cui bisogna essere creativi». Già, la parola chiave di questi giorni di pausa dal mondo. Ma dopo una giornata passata tra giochi da tavola, partite di calcio al parco, giri in bicicletta, torte fatte in casa, l'unico desiderio è piazzarli davanti a un Ipad e bersi un bicchiere di vino in videochat con le altre mamme. A mali estremi, estremi rimedi.
 
 

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