Coronavirus, rivolta a San Vittore a Milano: 15 detenuti sul tetto del carcere, appiccato incendio

Coronavirus, rivolta a San Vittore a Milano: 15 detenuti sul tetto del carcere, appiccato incendio
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Anche a San Vittore, a Milano, rivolta questa mattina dalle 10 per la questione coronavirus, ovvero per i colloqui con i familiari cancellati e per le condizioni di vita nel carcere.

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«Libertà, vogliamo la libertà», urlano i detenuti -  una quindicina - che sono riusciti a impadronirsi delle chiavi delle porte a inferriata e sono saliti sul tetto della casa circondariale. I reclusi invocano la scarcerazione immediata e hanno appeso uno striscione con la scritta "Indulto". Sono saliti fino al punto più alto del penitenziario: hanno il volto coperto e sono in equilibrio precario sui coppi. In strada, dal lato di viale Papiniano, si è riunito un gruppo di curiosi tenuti a distanza da un cordone di forze dell'ordine. 
 

Dalla strada adiacente al carcere si vedono carta e stracci a cui è stato dato fuoco attaccati alle grate di una finestra e getti d'acqua per contenere le fiamme. S

IL PM TRATTA
l pm Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, sta trattando, a quanto apprende l'Ansa, con i detenuti per cercare di farli rientrare nelle loro celle.

IL QUESTORE
È arrivato anche  il questore di Milano Sergio Bracco.  Secondo quanto ricostruito finora, i disordini sono partiti dal terzo raggio e si sono estesi rapidamente al quinto. Al momento le forze dell'ordine comunicano che non risultano esserci feriti all'interno.

IL SINDACATO
«La situazione qui a San Vittore è grave e sta peggiorando. C'è fuoco nelle celle, nei corridoi, esce dalle grate, si vede il fumo nero. Con il personale all'interno non è possibile comunicare, la rivolta è ancora in atto e non si sa nemmeno se ci sono feriti, non ci sono dichiarazioni attendibili». Così all'Adnkronos Alfonso Greco, segretario regionale del Sappe Lombardia sulla protesta in corso nel carcere di San Vittore, a Milano. «Sappiamo solo che la situazione è grave - ribadisce - ho 27 anni di servizio ed è la prima volta nella mia carriera che assisto ad una cosa del genere. I colleghi dentro hanno il cellulare spento, non sappiamo nemmeno come stanno. La rivolta si sta propagando e l'Amministrazione ora deve fare prevenzione in virtù di quello che sta succedendo».

GLI ANARCHICI
Sono un centinaio gli anarchici di fronte  al carcere di San Vittore controllati dalla polizia che con cori e slogan stanno sostenendo la protesta dei detenuti.

DE CORATO
L'assessore regionale alla sicurezza, polizia locale ed immigrazione, Riccardo De Corato in merito alla rivolta in corso al carcere di San Vittore per le norme anti-diffusione del coronavirus che impongono la sospensione dei colloqui con i parenti, dichiara in una nota: «In questo periodo di emergenza la carenza d'organico della Polizia Penitenziaria nelle carceri lombarde, come da anni denuncia il Sappe, è ancora più evidente». «Esprimo la mia totale solidarietà a tutti gli agenti di penitenziaria che si sono trovati a dover gestire e coinvolti in queste rivolte. Si tratta di misure messe in campo per la loro sicurezza: queste reazioni sono decisamente fuori luogo e mostrano come per molti detenuti ogni occasione sia buona per creare disordini facendo emergere la loro indole criminale. Vedere carcerati che riescono ad arrampicarsi sui tetti e a creare incendi è qualcosa che va oltre all'immaginabile. Cosa aspetta ancora- conclude De Corato - il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a dotare di taser la Polizia penitenziaria, specialmente in una situazione d'emergenza come quella di questi giorni? Gli agenti chiedono provvedimenti urgenti come questo e non chiacchiere».
 

Lunedì 9 Marzo 2020, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 13:49
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