Primo maggio, pic nic e grigliate in casa: ecco regole e vademecum. E il cestino? Lo porta lo chef stellato

Primo maggio, pic nic e grigliate in casa: ecco regole e vademecum. E il cestino? Lo porta lo chef stellato
di Alessandra Spinelli
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Mercoledì 29 Aprile 2020, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 11:13

Prima notizia: il tempo sarà variabile. Dopo qualche giorno di maltempo sull’Italia sono previsti un po' di sole ma anche tante nuvolette e qualche pioggia. Seconda notizia, ma questa la sapete già: dobbiamo rimanere a casa. Sì, anche il Primo Maggio che solitamente trascorrevamo fuori per la classica gita, causa coronavirus e nuovi decreti del consiglio dei ministri. Così parlare di pic nic di questi tempi può sembrare fuori luogo. E dire che Google trends aveva registrato proprio un picco di interesse verso Pasqua per poi scendere a quota zero in questi giorni. Eppure con un po' di organizzazione, qualche accorgimento e una serie di iniziative si può trascorrere la Festa del Lavoro quasi come gli anni passati. Certo, il concertone sarà solo la sera in tv, ma per il pic nic non c’è problema di slittamento d’orario.

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Con il sole fortunato chi ha un giardino, un terrazzo o anche un balcone - magari al mare dove potrà ascoltare alle 12 il suono delle sirene delle navi attraccate al porto - lì sarà tutto più bello. E se il Veneto ha dato il via libera ai barbecue nelle aree verdi private aperte solo ai residenti della casa annessa, in altre Regioni ci si organizza magari con il condominio. Famosi quelli di Arezzo e di Napoli dove ormai le famiglie condividono il pranzo - e anche i giochi, come è accaduto a Pasqua con una tombola a sorpresa, stando ognuno sul proprio terrazzino. Occhio, perché le regole del lockdown non si devono violare: controlli massicci sono previsti non solo su strade e parchi ma anche sui terrazzi condominiali dove sono vietati assembramenti. Ma anche in salotto ci si può divertire a organizzare un vero e proprio pic-nic. Basta un plaid per terra e stoviglie vere non di plastica, come consiglia Antonella Guzzardi che con la sua Cynara Flair i pic nic li organizza di mestiere. E sì, ok, ci vuole molta fantasia, ma almeno le formiche non ci sono.

IL PRANZO REGIONALE
L’importante sono le pietanze tradizionali. Fave, pecorino, arrosticini e non solo. Ma anche godersi l’attimo: quindi niente fornelli ma pc e smartphone a portata di mano per ordinare sul web. Per gli amanti del buon cibo i diversi territori italiani si sono infatti dati da fare e hanno fatto rete. E in attesa del via libera alla vendita di cibo take away, si potranno quest’anno scegliere assaggi di tipicità grazie ai «cestini» a domicilio colmi di pietanze d’autore da numerosi territori che hanno deciso di fare rete. Ecco gli assaggi dalle varie regioni
In Friuli «Io compro Fvg» è una piattaforma online e una rete di vendita con consegna a domicilio un paniere di tipicità e qualità del Friuli Venezia Giulia che, su iniziativa della Regione, mette in rete Comuni nei distretti vocati all’agroalimentare e ProLoco, insieme al cluster AgrifoodFvg e a PromoturismoFvg.
In Trentino Alto Adige è una iniziativa privata dell’azienda vinicola Tenuta J. Hofstatter insieme al pastificio Felicetti e a Karl Bernardi, dell’omonima azienda di prodotti di qualità di Brunico, a ricordare in box degustazione viaggianti il gusto delle produzioni di montagna.

In Veneto, nel trevigiano la scaloppa arrosto col fegato d’oca arriva Delivernyù, il nuovo menu delivery ideato dal Gellius di Oderzo. «In un periodo in cui la convivialità del ristorante viene a mancare - spiega lo chef Alessandro Breda - Delivernyù nasce per portare i profumi e i sapori dei nostri piatti direttamente nelle case dei nostri clienti che vogliono concedersi una cena piacevole e speciale. Le preparazioni vengono consegnate assieme alle istruzioni per rigenerarle al meglio nella cucina di casa, al fine di mantenere intatti gli aromi e i sapori». Mentre nel padovano, Alberto Morello - patron e pizzaiolo della Pizzeria Gigi Pipa di Este, realtà più volte premiata dal Gambero Rosso a livello nazionale - ha ideato un sistema di delivery esteso, inserendo differenti tipologie di prodotto e collaborando con altre realtà del territorio, gelaterie comprese. Alla consegna a domicilio della pizza e del pane si aggiungono poi i biscotti artigianali, il burger con pane fatto in casa, ingredienti dell’orto e salse fatte in casa e i lievitati da colazione e la novità dei kit dedicati alla pizza e al burger, che il cliente può rigenerare nel forno di casa, farcire e gustare a proprio piacimento.

In Lombardia a Milano, con la novità de La cena blu, l’alta gastronomia, dagli gnocchi all’ossobuco arriva a casa cotta a bassa temperatura e conservata sottovuoto. Primi, secondi di carne e di pesce, sughi e contorni sono firmati dallo chef Antonio Poli, storico assistente di Gualtiero Marchesi, primo in Italia ad aver approfondito la tecnica della lunghe cotture a bassa temperatura.


GLI CHEF STELLATI
Nel Lazio a Roma Foodys.it propone tre diversi pic-nic box, con consegna gratuita all’interno del Grande raccordo anulare, per una scampagnata tra le mura di casa col tradizionale abbinamento fave e pecorino romano, carne e pesce, e fragole di stagione. Ma la novità assoluta è il debutto di Anthony Genovese, chef dell’unico due stelle Michelin della Capitale, che in questi giorni, insieme al restaurant manager Matteo Zappile, lancia Turnè, un progetto definito «rivoluzionario» di di ristorazione a domicilio. «Era il nome perfetto per il mio nuovo progetto sarà la mia Turnè dedicata a Roma, cercando di far viaggiare nel gusto ogni cliente della capitale che sceglierà di ricevere a casa la mia proposta di ispirazione orientale, volto alla valorizzazione di ingredienti poveri e la certezza di mettere il gusto sempre al centro» sottolinea Genovese. Sul sito Puntarella.it poi altre idee per il pic nic tradizionale con consegne da parte di alcuni rinomati poli della ristorazione capitolina come Ercoli 1928 ai Parioli e il Ristoro degli Angeli alla Garbatella.
 Nelle Marche, parte poi da Senigallia un progetto a otto mani della gastronomia locale di qualità. Moreno Cedroni, chef 2 stelle Michelin, Paolo Brunelli, definito dalla critica e dalle guide il più bravo gelatiere di Italia, l’enoteca Galli e il panificio Pandefrà hanno unito le loro forze per realizzare un contenitore di qualità, in cui ritrovare i sapori e i ricordi di esperienze vissute da chi vive Senigallia, da chi è rimasto ammaliato in vacanza, da chi c’è passato per caso e sogna di ritornarci.

LE REGOLE 
E se invece del pic-nic volessimo organizzare una grigliata? L’idea è venuta ai più visto che su Amazon è andato letteralmente a ruba il barbecue da balcone di Landmann, il più piccolo da attaccare direttamente alla ringhiera. Sul sito ce ne sono altri da prendere al volo mentre Leroy Merlin ha una vasta scelta di modelli da recapitare a casa gratuitamente e velocemente. Ora, ma si può fare? L’ordinanza non aggiunge nulla alle norma valide in «tempo di pace»: il barbecue in giardino – o sul balcone o terrazzo di casa – si può fare, a meno di divieti previsti esplicitamente da regolamenti comunali o condominiali. A patto di evitare assembramenti e di non disturbare il vicinato. Su quest’ultimo punto resta in vigore l’articolo 844 del codice civile: «Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi». Vale insomma la regola del buon vicinato, anche il 1° maggio e in emergenza Coronavirus.
E se uno volesse andare in cortile o in terrazzo? Attenzione: il decreto è esplicito, no agli assembramenti. Ma Il cortile/giardino/ terrazzo condominiale, inteso come spazio privato accessorio della propria abitazione e dunque ben usufruibile senza timore di violare le restrizioni previste da ordinanze nazionali e locali, diventa strategico per lo svolgimento di attività all’aperto da parte dei condomini, purché vengano, anche in questo caso, rispettate le regole generali circa un uso uguale da parte di tutti. Insomma, se ci si mette d’accordo con i vicini e magari si fanno i turni, si può fare.

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