Coronavirus, i più isolati del lockdown: un terzo delle famiglie senza pc o tablet

Coronavirus, i più isolati del lockdown: un terzo delle famiglie senza pc o tablet
di Alessandra Spinelli
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È bastato aprire le nostre finestre per non essere isolati in questo periodo di forzata quarantena domestica. E non si è trattato solo di quelle fisiche della nostra casa ma anche delle window del pc o del tablet. Facile a dirsi e a farsi per chi ha pc o tablet e può quindi lavorare in modalità smart o far partecipare i figli alla didattica a distanza, peraltro ormai obbligatoria. Anzi per molti il lavorare o lo studiare da remoto non ha orari - e molti medici cominciano a notare un aumento sistematico dell'insonnia per la permanenza davanti allo schermo e dei problemi alla vista per i più piccoli - ma non per tutti. Anzi c'è una larga fetta degli italiani che può aprire solo una finestra, quella di casa.  Sono gli isolati più isolati degli altri in questi giorni di lockdown e non sono pochi.
I DATI: SUD SVANTAGGIATO
Un terzo delle famiglie italiane infatti non ha un computer o un tablet in casa, la quota scende al 14,3% tra le famiglie con almeno un minore. E questo accade in uno dei Paesi con la maggior diffusione di telefoni cellulari. Mentre secondo quanto certifica una ricerca di Eurostat quattro minori su dieci abita in case molto piccole e disagevoli. Secondo la metodologia Eurostat una casa è sovraffollata quando non ha a disposizione un numero minimo di stanze pari a una stanza per la famiglia; una stanza per ogni coppia; una stanza per ogni componente di 18 anni e oltre; una stanza ogni due componenti dello stesso sesso di età compresa tra i 12 e i 17 anni di età; una stanza ogni due componenti fino a 11 anni di età, indipendentemente dal sesso. Così stretti in casa e con pochi strumenti per studio o lavoro le famiglie italiane fanno i conti con la coabitazione in case piccole e con la mancanza di strumenti informatici ora più essenziali che mai. Solo per il 22,2% delle famiglie ogni componente ha a disposizione un pc o tablet. Nel Mezzogiorno i dati sono più allarmanti: il 41,6% delle famiglie è senza computer in casa con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%) rispetto a una media di circa il 30% nelle altre aree del Paese e solo il 14,1% ha a disposizione almeno un computer per ciascun componente. Lo spaccato contenuto nella ricerca “Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi” a cura dell’Istat e relativa agli anni 2018-2019, mette chiaramente in luce il digital divide che si vive all’interno delle case italiane. Se a questo si aggiunge poi che quattro minori su dieci vivono in case sovraffollate, allora il quadro è ancora più grave. Dai dati si evince inoltre che oltre il 60% di bambini e ragazzi condivide il pc o il tablet con la famiglia. Dati allarmanti dunque che hanno insorgere l’Unione italiana dei consumatori: «I 70 milioni stanziati dal Governo per l’acquisto di tablet e computer sono a dir poco insufficienti», ha commentato il presidente Massimiliano Dona.
TRENTINO E LOMBARDIA AL TOP
Nelle regioni del Nord la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un computer, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%. Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni, la più bassa nelle aree metropolitane. Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall’8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud.
CULTURA E COMPETENZE
Incredibile a dirsi, almeno a guardare i nostri ragazzi, meno di un ragazzo su tre presenta alte competenze digitali (il 30,2%, pari a circa 700 mila ragazzi), il 3% non ha alcuna competenza digitale mentre circa i due terzi presentano competenze digitali basse o di base. E altrettanto incredibile, dopo tanti secoli di ghettizzazione delle informazioni scientifiche e tecniche, le ragazze presentano complessivamente livelli leggermente più elevati di competenze digitali (il 32% dichiara alte competenze digitali contro il 28,7% dei coetanei).
Purtroppo ancora una volta è  evidente il gradiente Nord - Mezzogiorno, con le regioni del Nord-est che presentano i livelli più elevati su quasi tutte le competenze digitali.
Nella ricerca c'è anche un capitolo su quanto leggono bambini e ragazzi, dato interessante sempre alla luce di questi giorni di isolamento scaditi dalle voce dei genitori che invitano a riposare gli occhi da device elettronici. Dai dati si evince che tra i 6 e i 17 anni, uno su due ha letto almeno un libro nell’anno. L’abitudine alla lettura interessa oltre il 60% di bambini e ragazzi di 6-17 anni residenti al Nord e il 39,4% di quelli del Sud. Sono soprattutto le ragazze a dichiarare di aver letto almeno un libro nel tempo libero (il 58,2% contro il 46,4% dei coetanei). Tra le ragazze, inoltre, risulta più alta la quota di chi ha letto e-book/libri on line (10,5% contro 6,4%).

Martedì 14 Aprile 2020, 09:01 - Ultimo aggiornamento: 15:46
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