AUTOCERTIFICAZIONE

Coronavirus, dai genitori separati alle multe e controlli: quando si può fare ricorso?

Lunedì 27 Aprile 2020 di Michela Allegri

Centinaia di migliaia di controlli e di sanzioni. Nei giorni del lockdown e dell'emergenza Coronavirus, molti italiani hanno squadernato giustificazioni creative per aggirare le norme o sfuggire alle sanzioni: c'è chi ha organizzato party condominiali, chi si è buttato in mare per evitare la multa (l'ha fatto un ciclista a Otranto), chi ha detto di essere stato costretto a uscire perché era stato lasciato dalla fidanzata e doveva a tutti i costi riconquistarla. Ma in questi mesi di reclusione forzata, c'è anche chi è convinto di essere stato multato ingiustamente e che, ora, potrebbe presentare ricorso. I termini processuali sono sospesi fino all’11 maggio, poi sarà possibile, entro 30 giorni, rivolgersi alla Prefettura o al giudice di pace. Anche se si rischia di spendere il doppio in caso di insuccesso – se si paga subito la sanzione verrà scontata del 30%, mentre in caso di respingimento del ricorso l'importo raddoppierebbe – questa soluzione potrebbe essere scelta da molte persone. Perché i dubbi scatenati dai decreti sono stati tantissimi. E molte sanzioni sembrano davvero assurde.

Multe, bollo, Rc auto, revisioni: proroghe e doveri in tempi di Covid, ecco il vademecum

Bus con passeggeri contingentati, multe a chi non rispetta le distanze
 


Basta dare un'occhiata ai social per rendersene conto. Le pagine dei quartiere su Facebook erano pieno di quesiti: nel gruppo Monteverde-Roma, per esempio, una signora ha domandato: «La badante di mia mamma sta male. Mi ha chiesto almeno un giorno di malattia. Io non posso alzare pesi altre i 5 kg, può venire con me mia figlia per darmi una mano? Ovviamente parlo del tragitto in macchina. Non vorrei prendere la multa». In tanti si sono cimentati in un'interpretazione della norma. C'era chi consigliava di «farsi fare un permesso» dai carabinieri, chi suggeriva di specificare nell'autocertificazione che lo spostamento era motivato da esigenze mediche, chi sosteneva fosse necessario uscire muniti di doppio certificato: quello attestante la malattia della madre e quello che dimostrava l'impossibilità per la signora di sollevare pesi, e così via.

Poi c'è il caso del signor Sabatino, che abita al Portuense ed è andato a prendere la sua colf a casa con la macchina - tutti e due indossavano la mascherina - perché ha trovato quella soluzione molto meno pericolosa rispetto all'alternativa, cioè che la collaboratrice domestica attraversasse la città in autobus. Entrambi vivono da soli, quindi i viaggi a bordo dei mezzi pubblici sarebbero stati l'unico veicolo di contagio. «Una volta i vigili ci hanno fermato – ha raccontato il signor Sabatino – ho spiegato la situazione e mi hanno lasciato andare, ma da quello che capisco tutto è rimesso all'interpretazione del singolo agente. Nel dubbio la mia colf ha ricominciato a prendere l'autobus, ma sinceramente mi sono sentito meno tranquillo».

In effetti, spesso multe e sanzioni dipendono dall'interpretazione che sul momento si dà alla norma. Un padre separato che andava a trovare il figlio a casa della ex moglie, per esempio, si è sentito dire da un vigile che si trattava di uno spostamento non consentito: non avrebbe potuto fare semplicemente visita al bimbo, ma avrebbe dovuto spostarlo dalla casa della madre alla propria. In realtà il Viminale ha più volte chiarito che i genitori separati possono andare a trovare i figli minorenni a casa degli ex coniugi. Anche il Governo ha sottolineato che «gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro». In questo caso, quindi, il ricorso in caso di sanzione sarebbe giustificato. E ancora: una signora ha postato su Instagram un video dove racconta la sua disavventura: è stata fermata mentre accompagnava la figlia a fare una visita. Erano in macchina, entrambe con la mascherina. Sono state sanzionate tutte e due – 500 euro a testa – e gli agenti hanno spiegato loro che la ragazza si sarebbe dovuta recare da sola a effettuare il controllo medico, magari andando in autobus. In realtà anche in questo caso è stata fatta chiarezza nelle Faq pubblicate dal Governo. Se si deve effettuare uno spostamento giustificato dai motivi previsti dal decreto, ma non si ha la possibilità di disporre di un mezzo privato, è possibile farsi accompagnare da una terza persona. E in questo caso anche lo spostamento dell’accompagnatore risulta giustificato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA