Coronavirus, morto il giurista e banchiere Piero Schlesinger

Coronavirus, morto il giurista e banchiere Piero Schlesinger
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Lunedì 16 Marzo 2020, 17:19 - Ultimo aggiornamento: 21:13

Tre le vittime del coronavirus c'è anche il giurista e banchiere Piero Schlesinger. È morto sabato scorso a Milano in ospedale per complicanze legate al virus. Schlesinger, giurista noto anche per la sua attività di avvocato e banchiere, il 19 maggio avrebbe compiuto 90 anni. In quest’ultima veste ha ricoperto quasi ininterrottamente dal 1971 al 1993 la carica di presidente della Banca Popolare di Milano.

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 Era ricoverato da dieci giorni al Policlinico di Milano, dove è deceduto ieri in seguito a complicazioni legate al coronavirus. Laureatosi in Giurisprudenza all'Università di Torino, Schlesinger iniziò nel 1956 l'attività accademica all'Università di Urbino e due anni dopo venne chiamato dal rettore e fondatore dell'Università Cattolica padre Agostino Gemelli a ricoprire la cattedra di Istituzioni di Diritto privato, insegnamento impartito per oltre un trentennio. Assieme all'attività accademica Schlesinger ha svolto quella di avvocato in ambito societario e ricoperto incarichi apicali in istituti bancari. In particolare dal 1971 al 1993 è stato quasi ininterrottamente presidente della Banca Popolare di Milano. Dal 1979 al 1990 è stato presidente del Centro italiano di ricerche e d'informazione sull'economia delle imprese pubbliche e di pubblico interesse.

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A ricordare il giurista, che col Manuale di diritto privato Torrente-Schlesinger ha accompagnato più di una generazione di studenti di giurisprudenza, è l'università Cattolica, dove era stato chiamato dal fondatore e rettore dell'ateneo, padre Agostino Gemelli, alla cattedra di diritto privato e dove ha insegnato per trent'anni. L'attuale rettore dell'ateneo, Franco Anelli, lo ricorda così: «Carissimo Maestro, nel momento del distacco, di questi tempi ancor più straziante, nell'affollarsi continuo e confuso, lieto e insieme doloroso, dei ricordi di oltre tre decenni vissuti come tuo allievo, domina su tutte un'immagine: quella del momento in cui, conferendomi la laurea, mi tendesti la mano accogliendomi al tuo insegnamento, cambiando per sempre la mia vita. Il mio sforzo di inseguire il modello che sei stato non finisce oggi, non finirà mai»

 

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