CORONAVIRUS

Coronavirus Lombardia, Fontana: «Ospedale in Fiera Milano, lavori accelerano». Ma mancano i respiratori

Martedì 17 Marzo 2020
Coronavirus Lombardia, Fontana: «Ospedale in Fiera Milano, lavori accelerano». Ma mancano i respiratori

Resta critica la situazione coronavirus in Lombardia dove si corre per realizzare un nuovo ospedale negli spazi della Fiera di Milano e per reperire macchinari e mascherine indispensabili per l'emergenza. Il presidente della Regione Attilio Fontana ha detto di essere in costante contatto con il Capo dello Stato Mattarella. In Lombardia ci sono 14.649 positivi al coronavirus e 1.420 decessi. In terapia intensiva sono ricoverate 823 persone.

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«C'è stata una notevole accelerazione per la realizzazione dell'ospedale in Fiera Milano. Sono ottimista, aspettiamo le ultime risposte sui respiratori», ha detto Fontana. «Sono in costante contatto con il presidente Mattarella, credo che debba essere sempre aggiornato di ogni evoluzione della situazione. È molto attento e esprime la sua vicinanza e il suo sostegno a chi lavora sul campo».

Silvio Berlusconi ha donato 10 milioni di euro alla Regione e anche Giuseppe Caprotti, figlio del fondatore dei supermercati Esselunga, ha annunciato la costituzione di un fondo di 10 milioni a sostegno di iniziative terapeutiche in Lombardia contro il coronavirus e per un piano a favore delle categorie più deboli colpite dagli effetti dell'epidemia.

I dieci milioni donati da Silvio Berlusconi sono «la somma necessaria per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano», ha detto oggi Guido Bertolaso, scelto da Attilio Fontana come consulente per la costruzione della nuova struttura. «Grazie Presidente - ha aggiunto - per questo gesto d'amore per la sua città e per il suo Paese».
 


 

Se entro 48 ore non verranno distribuite mascherine e i dispositivi di protezione «saremo costretti, a tutela nostra e della collettività, a valutare la necessità di non eseguire più visite, ma solo consulti telefonici», ha annunciato Enzo Scafuro, segretario dello Smi (Sindacato dei medici italiani) Lombardia, in una lettera alle autorità lombarde e al presidente della regione, Attilio Fontana. Dopo la diffida di ieri della Fimmg Lombardia, anche lo Smi dunque punta i piedi. Le richieste sono semplici: far eseguire il tampone a tutti i medici in servizio sul territorio e in ospedale, prevedendo la quarantena per tutti i positivi anche con pochi sintomi, e far arrivare i dispositivi di protezione. «Abbiamo potuto verificare che i soli scarsi dispositivi di protezione consegnati, peraltro con notevole ritardo, sono consistiti spesso in meno di dieci mascherine chirurgiche ed una confezione di guanti monouso - sottolinea - È evidente che sono insufficienti e inidonei a proteggere il medico che si accinge ad eseguire una visita, in ambulatorio o a domicilio». Quanto all'attivazione in alcune Ats di unità speciali, Scafuro precisa che «lo si sta facendo in assenza di un accordo con le rappresentanze sindacali che ne disciplini le modalità - conclude Scafuro - Siamo anche disposti a confrontarci sulla loro eventuale istituzione all'interno di strutture distrettuali già esistenti, per lavorare in equipe e su base volontaria», ma non senza aver convocato prima i sindacati.

Ultimo aggiornamento: 14:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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