CORONAVIRUS

Coronavirus, in Lombardia 890 decessi, 145 in più di ieri, +20% contagi. «Lodi, solo 10 casi nella zona rossa»

Venerdì 13 Marzo 2020
Coronavirus, in Lombardia 890 decessi, 145 in più di ieri: «Crescita zero nella zona rossa del Lodigiano»

Coronavirus, il consueto bollettino in Lombardia, che sempre più assomiglia a un bollettino di guerra, racconta di 9.820 positivi (+11% in un giorno), 890 morti e 650 pazienti in terapia intensiva. La mappa del contagio cambia però da provincia a provincia. A Lodigiano - e il presidente della Regione Attilio Fontana ha tenuto a sottolinearlo - ci sono stati solo dieci casi in più di ieri, con un aumento di meno dell'uno percento. Segno dunque che la zona rossa e le limitazioni aiutano a limitare la diffusione del virus.

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Una percentuale simile a quella delle altre province per prime investite dall'emergenza: Cremona (1.344 +3,1%) e Pavia (482, +2,9%). A Bergamo (con 2.368 casi, 232 più di ieri) la situazione resta invece critica, così come a Brescia (1784 contagiati, +186). Ma la situazione è preoccupante anche nella città metropolitana di Milano, dove la crescita è stata praticamente del 20% con 261 nuovi casi accertati e 1307 casi totali.

«A farci mantenere alto il livello di guardia è, invece, soprattutto il trend dei ricoveri in terapia intensiva» ha sottolineato Fontana che deve anche archiviare, almeno per il momento, il progetto di costituire una struttura con cinquecento posti nei padiglioni dismessi messi a disposizione da Fiera Milano al Portello. «Non si può fare con l'aiuto della protezione civile - ha spiegato -. Inizialmente era 'voi trovate il sito e noi mettiamo i presidi e i dipendentì. Noi abbiamo detto 'va bene' Oggi la Protezione civile ci ha detto che non ci può mettere a disposizione né una cosa né l'altra. Noi ci stiamo interessando sul mercato internazionale per capire se riusciamo a trovare questi letti di rianimazione. Stiamo aspettando, siamo in contatto con alcuni fornitori e speriamo di avere risposte positive, altrimenti non si potrà fare».

A stretto giro arriva la replica della protezione civile che fa sapere che il dipartimento «è in grado di realizzare l'ospedale nella Fiera di Milano, ma al momento non sono disponibili sul mercato le attrezzature sanitarie necessarie al funzionamento della struttura. Vista l'assenza di materiale l'ipotesi sul tavolo, che tra l'altro è stata condivisa dalla regione Lombardia, è dunque quella di potenziare i posti di terapia intensiva nei vari ospedali lombardi».

E Fontana ha scritto al governo tedesco chiedendo di permettere l'esportazione di respiratori e mascherine. Nel frattempo con un'ordinanza, la Regione ha dato nuova stretta al trasporto pubblico con riduzione di quello extraurbano fino all'80% e del trasporto urbano del 50%, un passo ulteriore per evitare il contagio. Anche se sostanzialmente i divieti già vengono rispettati: a Milano, dove il sindaco Sala ha chiuso i parchi, sono stati 15 mila i controlli nei primi due giorni e una percentuale irrisoria gli inadempienti. Solo qualche caso più appariscente di altri in tutta la regione: alcuni ragazzi denunciati perché entrati scavalcando la recinzione per giocare una partita di calcio a Busto Arsizio, un agricoltore in quarantena fermato nel mantovano mentre guidava il trattore sulla provinciale, due tennisti intenti in un match.

Che ci sia voglia di reagire, senza disobbedire, lo ha dimostrato il successo del flash mob sonoro con cui a Milano alle 18 i musicisti si sono messi a suonare sul balcone o a finestra aperta. In città (come a Bergamo) è intanto iniziata la sanificazione delle strade. Ma a dimostrazione che il momento è difficile il sindaco Sala ha firmato un'ordinanza che riduce da 30 a 5 i giorni per decidere la sepoltura di una persona cara e, su richiesta degli ospedali, ha anche messo a disposizione cento posti all'obitorio comunale.
 

 
 

 

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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