Coronavirus Lombardia, in calo nuovi contagi e ricoveri nella terapia intensiva

Mercoledì 15 Aprile 2020

Ancora in calo il numero dei contagi in Lombardia. I positivi sono saliti a 62.153, con un incremento di 827 casi in più rispetto al dato di ieri (quando l'incremento era stato di 1.012). I ricoverati scendono a quota 12.043 (-34), con le terapie intensive in discesa a 1.074 (-48). Stabili, invece, i decessi che nella regione in totale si attestano 11.142, con un aumento di 235 casi rispetto a 24 ore fa (quando l'incremento era stato di 241).

I ricoveri. Continuano a calare i ricoveri in terapia intensiva in Lombardia, che oggi sono 1074, 48 meno di ieri, secondo i dati forniti in diretta da Lombardia Notizie. I positivi sono 62.153, 827 più di ieri, su 6828 tamponi effettuati. I decessi di ieri sono stati 235, facendo salire i morti lombardi di Covid a 11.377. I ricoverati sono 12.043, 34 meno di ieri, i dimessi 37.659, 674 più di ieri. 

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Milano. Continua a crescere il contagio da Coronavirus nel milanese con 325 nuovi casi, di cui 144 in città. I positivi dunque nella città metropolitana sono 14.675 (6.058 nel capoluogo). In tutte le altre 11 province della Lombardia, invece, i nuovi casi sono stati meno di cento: di questi 94 a Brescia e 45 a Bergamo e solo 18 a Lodi

«La Lombardia guarda avanti e sappiamo che il futuro sarà diverso», ha detto l'assessore al Bilancio della Lombardia Davide Caparini in diretta Facebook parlando della «nuova normalità» che dovrà prevedere «nuove relazioni economiche e sociali improntati alla priorità sanitarie». Caparini ha annunciato nuove misure «che saranno frutto dello stressittimo legame» con le realtà economiche ed associative della Lombardia.

Cautela. «La valutazione del rischio è la procedura essenziale per capire cosa può riaprire e in base a quali requisiti. Come si può mitigare il rischio fino a ridurlo a zero. Tenendo conto delle filiere e dei trasporti per i lavoratori. La Lombardia è il pilota di quanto accadrà nelle altre regioni, dovrà essere estremamente cauta e valutare sia rischio che protocolli per renderlo pari a zero: stato di salute dei lavoratori, classe di età a rischio, quale stato immunitario e suscettibilità al contagio e rischio esterno al posto di lavoro». Così Ranieri Guerra dell'Oms in conferenza stampa alla Protezione civile. «Ciò andrà fatto d'accordo con la parte datoriale per la sicurezza del luogo di lavoro - ha aggiunto - e con i sindacati per un adeguato comportamento dei singoli lavoratori, perché oltre alle necessarie protezioni c'è anche una responsabilità individuale».

 

Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 06:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA