CORONAVIRUS

Coronavirus, lavoro e progetti: un giovane su due è pessimista sul futuro

Martedì 5 Maggio 2020
Il grafico del sondaggio realizzato dalla società Izi
Lavoro, giovani, incertezze e progetti dopo l'era Covid-19. Un giovane italiano su due è pessimista sul proprio futuro, più di un quarto dei giovani italiani prevede che svolgerà lavori meno retribuiti, mentre uno su quattro teme un lungo periodo di disoccupazione. È quanto emerge da un sondaggio condotto da IZI in collaborazione con Comin & Partners, sui giovani e il futuro alla luce delle conseguenze prodotte dalla diffusione del coronavirus nel nostro Paese.
Dal sondaggio emerge che a dichiararsi ottimista è una minoranza (il 21%), mentre il 27% ritiene che il proprio futuro rimarrà invariato rispetto al periodo precedente alla pandemia. Il sondaggio fa emergere un atteggiamento di sfiducia da parte dei giovani di fronte alla crisi. Più di due quinti degli intervistati (41%), infatti, si adeguerà passivamente al nuovo mercato del lavoro, mentre meno di un quarto (23%) si attiverà per cambiare ambito lavorativo rispetto a quello attuale o desiderato. Il 22% cercherà di aggiornarsi attraverso corsi di formazione specialistici e un’esigua minoranza (12%) pensa che il trasferimento all’estero sia la soluzione migliore. Infine, quasi la metà dei giovani (45%) si aspetta che il Governo stanzi maggiori aiuti per le imprese mentre per il 24% andrebbero aumentati gli ammortizzatori sociali. Solo il 18% ritiene indispensabile investire nell’innovazione tecnologica o nella formazione (13%) per povare a superare la crisi.

La situazione economica nazionale e internazionale è al primo posto fra le preoccupazioni dei giovani (45%). A pesare “molto” sull’umore dei giovani italiani, anche la salute dei propri cari (35%) e il benessere psicologico (30%), messo a dura prova dal periodo che il Paese sta attraversando. Tra gli intervistati, poco più della metà (51%) ha un’occupazione, il 17% studia ancora, il 16% è disoccupato o in cerca di un lavoro e il 10% è in cassa integrazione. Tra coloro che lavorano, due italiani su tre (66%) hanno un contratto a tempo indeterminato, il 17% ha un contratto a tempo determinato, mentre il 10% è a partita IVA.

Il sondaggio è stato effettuato sui residenti in Italia e il campione ha incluso 1009 persone tra i 18 e i 40 anni, intervistate in modalità Cati-Cawi e stratificate proporzionalmente per classi d’età (18-25 e 26-40). Le Interviste sono state realizzate tra il 27 e il 28 di aprile. 
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