CORONAVIRUS

Coronavirus, emergenza ospedali: dalle Regioni solo 15 posti per i malati gravi lombardi

Martedì 10 Marzo 2020 di Mauro Evangelisti

A causa della crisi del Covid-19 in Lombardia temono di arrivare al drammatico dilemma che nessun medico vorrebbe mai incrociare nella sua attività: decidere a quale paziente assegnare un posto di terapia intensiva che può salvargli la vita. Per ora il capo dell'Unità di crisi, Antonio Pesenti, assicura: «Nessun malato è stato abbandonato. Si fanno delle scelte, ma ciò fa parte della disciplina del trattamento nei casi di catastrofe. Se al pronto soccorso in una notte arrivano 50 persone da intubare e servono 50 ventilatori, e in quel momento non ci sono, il medico fa delle scelte».

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CONTAINER
Si sta anche pensando di ricavare all'interno di un capannone della Fiera di Milano, a Rho, nuovi posti di letto di terapia intensiva. Quelli occupati nella regione governata da Attilio Fontana il 28 febbraio erano 57, ieri 440: quasi otto volte tanto. Per questo è stato chiesto aiuto alle altre regioni: l'altro giorno il Lazio ha accolto un paziente di terapia intensiva trasportato in elicottero da Bergamo, in totale sono stati 15 quelli distribuiti, grazie alla Cross (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario) della Protezione civile anche in Friuli, in Piemonte, in Toscana, in Liguria per fare alcuni esempi. Su scala nazionale l'Italia, senza i potenziamenti decisi in questi giorni, ha oltre 5.000 posti di terapia intensiva, in teoria sufficienti per gli attuali 733 pazienti gravi infettati dal coronavirus. Ma ci sono due enormi problemi: quei letti normalmente, per altre patologie, hanno un alto tasso di occupazione; i malati in condizioni critiche sono concentrati soprattutto in Lombardia (il 60 per cento), in una situazione normale le altre regioni potrebbero farsi carico di una parte di quei pazienti. Ma non siamo in una situazione normale, tutte le regioni sanno che l'emergenza che sta vivendo la Lombardia potrebbe coinvolgerle. Cedere un posto letto di terapia intensiva a un paziente di Lodi o di Bergamo, potrebbe sottrarne uno prezioso se l'onda del contagio dovesse salire anche in territori differenti. Non solo: alcune regioni del sud, come ha spiegato la presidente della Calabria, Jole Santelli, non sarebbero «in grado di reggere una situazione di totale emergenza». Ancora la Santelli: «Abbiamo necessità di ulteriori 50 posti letto in terapia intensiva e 140 posti tra malattie infettive e pneumologia». Ma in terapia intensiva finiscono solo pazienti molto anziani? No, il dato che ha fornito ieri l'assessore al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, è differente: «Il 33 per cento delle persone che si trova in terapia intensiva ha tra i 50 e i 64 anni, sono persone in forma che non hanno un fisico debilitato ma che a causa del Coronavirus vanno intubati e portati in terapia intensiva per due-tre settimane o comunque per un lungo periodo». Guido Marinoni, presidente dell'Ordine dei medici di Bergamo: «La situazione è drammatica. Le terapie intensiva sono piene; si riesce ancora a ricoverare i pazienti più gravi con insufficienza respiratoria, ma molti con polmonite bilaterale vengono rinviati al domicilio per essere seguiti dai medici di base».
 

 

LIMITI
In Veneto il governatore Luca Zaia sostiene: «Abbiamo ancora una tenuta ragionevole per la terapia intensiva»; in Emilia-Romagna per ora le province confinanti con quelle in difficoltà come Piacenza, Parma e Modena stanno offrendo solidarietà, ma i numeri stanno aumentando. Bonaccini oggi presenterà un piano per il potenziamento delle terapie intensive e sono 66 nuovi posti letto attivati al Policlinico Sant'Orsola di Bologna. Nel Lazio, che ha 540 posti letto normalmente per la terapia intensiva, la percentuale di occupazione è alta, ma ancora sotto controllo, all'80 per cento. Ma in Regione sanno che devono prepararsi a un incremento importante di richieste: attualmente i pazienti molto gravi per il Covid-19 sono otto, ma è un numero destinato ad aumentare. Per questo saranno aggiunti 160 posti letto, grazie al raddoppio di quelli dello Spallanzani e l'apertura nel giro di una decina di giorni del Covid-19 Hospital 2, una struttura interamente dedicata al coronavirus che si sta realizzando all'interno della clinica Columbus.
Ieri il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha assicurato che stanno anche arrivando nuovi strumenti: «Stiamo consegnando 325 impianti di respirazione ai reparti di terapia intensiva».

Ultimo aggiornamento: 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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