CORONAVIRUS

Coronavirus, quanto ci mancano i nonni (ma stiamo lontani da loro)

Martedì 10 Marzo 2020 di Raffaella Troili

Ridateci i nonni. Zoppi acciaccati ma forti come l'amore che hanno negli occhi quando individuano un nipote tra cento teste uguali. In questi giorni di quarantene premure attenzioni mancano quei capelli bianchi su cui poggiano le famiglie italiane. Dobbiamo star loro lontani ma quanto ci costa. In tutti i sensi. Interessati e no. I nonni tirano avanti le famiglie permettono a tutti di lavorare, viziano i nipoti, scrutano, seguono, avvertono, sentinelle laddove le famiglie non ce la fanno a far tutto. E invece ora sono loro a dover esser protetti, tenuti a distanza , lasciati in pace. Niente abbracci niente baci nonno va preservato dal virus.

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Tutti fanno fatica a capirlo, quando mai si è visto un nonno fragile, i nonni sono invincibili, i nonni la sanno lunga, ne sanno sempre una più del diavolo. È la beffa di questo maledetto coronavirus. Che attacca i più deboli e anziani senza sapere che sono la forza trainante di una società che va avanti grazie al passo sciolto ed entusiasta di una generazione longeva e forte. Saremmo persi senza di loro. Hanno ancora tanto da dare. Aiutiamoli a vivere perché sono il nostro ultimo patrimonio. Conoscendoli, non vorranno essere aiutati. Scrolleranno le spalle e rifiuteranno sostegni. Allora preserviamoli solamente. Niente abbracci. Perché non vogliamo perderli, perché quello sguardo languido liquido e magico ci serve ancora a tutti.

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