CORONAVIRUS

Coronavirus, mai tante guarigioni, forte frenata dei nuovi positivi

Martedì 31 Marzo 2020 di Lorenzo De Cicco e Cristiana Mangani
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Un velato ottimismo. La Protezione civile e il Comitato scientifico analizzano l’andamento della curva dei contagi da coronavirus e sperano che, a giorni - «impossibile dire quanti» - si potrà cominciare a vedere la discesa. Un dato su tutti, quello del numero dei guariti, record di giornata con 1.590 persone che hanno sconfitto il virus, sebbene restino ancora molto elevati i decessi: 812 in 24 ore. 

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IL TREND
Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli analizza il trend e conferma la minor crescita dell’epidemia. «Negli ultimi due giorni - dice - i malati di Covid-19 sono aumentati di 1.648, contro l’aumento di 3.815 registrato domenica. L’Italia supera, però, un altro triste record con 101.739 persone che sono malate, morte ma anche dimesse dagli ospedali. Il dato non deve fare allentare la tensione, perché su questo Borrelli, ma anche l’intero Istituto superiore di sanità e gli esperti, hanno ribadito che per non vanificare gli sforzi fatti finora bisogna continuare a rimanere a casa. «Riaprire? Ne riparliamo dopo Pasqua», conferma.
 

 

D’altronde la scelta è obbligata: i numeri che ogni giorno vengono forniti dalle Regioni alla Protezione civile dicono infatti che è proprio grazie ai provvedimenti di chiusura e restrizione che il calo del contagio si sta consolidando. «Stiamo andando nella direzione giusta e non dobbiamo minimamente modificare la strategia» sintetizza il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.
I DATI
I nuovi positivi sono “solo” 1.648, meno della metà rispetto a domenica, mentre i nuovi ingressi nei reparti intensivi sono 75 (domenica erano 50), dei quali appena 2 in Lombardia. Ed è proprio dalla regione più colpita che arrivano numeri considerati buoni. «Dal 20 marzo - conferma Borrelli - siamo passati da un incremento giornaliero dell’11% dei malati a uno del 2%». Negli ultimi 4 giorni, aggiunge Locatelli, il numero dei ricoverati, «è sceso dal 5% all’1% e quello dei positivi dal 7 all’1%». 

Quello per tornare alla normalità non sarà un «processo dal niente al tutto», ma «sarà graduale» sottolinea Locatelli rispondendo anche agli appelli arrivati da più parti affinché almeno ai bambini sia consentita la possibilità di avere un’ora d’aria. «Sappiamo che si fa fatica a trattenerli in casa. Appena sarà possibile riconsidereremo queste misure».

Il presidente dell’Iss ha anche annunciato che la regione Lazio ha preso in carico il laboratorio dell’ospedale Spallanzani, uno dei pochi a livello mondiale per lo studio e la cura di malattie infettive molto aggressive come Ebola e Sars. E anche che sono stati attivati già 6 studi clinici e altri 2 hanno avuto il parere favorevole dell’Aifa (in particolare della Cts). «Tra questi è importante sottolineare due studi: il primo è quello promosso dall’Oms per testate diversi approcci per prevenire la moltiplicazione virale che arruolerà un numero di pazienti molto alto. L’altro riguarda alcuni pazienti che vengono gestiti domiciliarmente».
 

Ultimo aggiornamento: 13:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA