Coronavirus, vanno a feste e aperitivi e contagiano 40 persone: famiglia denunciata per epidemia colposa

Coronavirus, vanno a feste e aperitivi e contagiano 40 persone: famiglia denunciata per epidemia colposa
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Sabato 18 Luglio 2020, 19:52 - Ultimo aggiornamento: 19 Luglio, 16:16

Sale ancora il numero dei nuovi contagi da Covid in Italia, dove altri casi e violazioni mettono in allarme i territori. In Alto Adige un'intera famiglia - padre, madre e figlio 24enne - è stata denunciata per epidemia colposa dopo aver violato la quarantena. Il giovane, nonostante fosse positivo, ha partecipato a feste ed apertivi e ora già 40 persone sono finite in isolamento. Episodi che rischiano di contribuire a far salire la lista dei nuovi positivi al virus, che nelle ultime 24 ore sono stati 249.

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I casi totali sono in tutto 244.216 mentre si registrano altri 14 morti rispetto al giorno precedente, di cui dieci in Lombardia, per un numero complessivo di 35.042 vittime. Gli attualmente positivi sono ora 12.368 (-88), i guariti 196.806. Nell'ultimo bollettino sono solo tre le regioni a zero nuovi contagi, Valle d'Aosta, Molise e Basilicata. La maggior parte dei nuovi positivi per il Covid sono gli 88 in Lombardia, 40 in Emilia Romagna, 34 in Veneto, 20 nel Lazio, 18 in Liguria e 15 in Campania. E non si fermano i controlli. Nell'ultimo giorno, secondo i dati del Viminale, sono state sanzionate 37 persone, 2 denunciate per inosservanza della quarantena.

A questi numeri si aggiungono le denunce nei confronti dell'intero nucleo familiare nella val Badia. Qui un giovane, lo stesso giorno in cui l'Azienda sanitaria provinciale aveva imposto alla famiglia l'isolamento, era andato al lavoro e poi con gli amici all'happy hour. Il giorno dopo aveva anche partecipato ad una festa di laurea in un rifugio a Corvara e, nei giorni successivi, era stato visto in diversi locali pubblici della valle. Il tutto senza indossare la mascherina chirurgica. Contemporaneamente i genitori - che non sono positivi al tampone - hanno continuato le rispettive attività lavorative in una falegnameria ed in una struttura ricettiva. Quaranta persone che potrebbero avere avuto contatti con i tre ora sono in isolamento.

Proprio nei giorni scorsi in molti avevano invocato il trattamento sanitario obbligatorio per i positivi che non si sottopongono alle cure e non rispettano le regole, a seguito della vicenda di un imprenditore vicentino che aveva rifiutato le cure pur presentando sintomi da Covid. Quest'ultimo, senza rispettare l'isolamento, aveva partecipato a una festa e a un funerale, per poi finire in rianimazione proprio a causa del coronavirus, costringendo all'isolamento una novantina di persone. A Ostia, invece, sul litorale romano, dopo il caso di positività di un cittadino bengalese dipendente di uno stabilimento balneare, l'intero lido è stato chiuso per essere sanificato. Anche se gli altri dipendenti e i gestori del lido sono negativi, sono invece risultati positivi i sei coinquilini dell'operatore del Bangladesh, ora posti tutti in isolamento.

Nuove polemiche intanto sul trasferimento di migranti, dopo la vicenda dei dei 43 richiedenti asilo contagiati e ospitati nelle strutture di altre città per l'isolamento. A Gualdo Cattaneo - lamenta il deputato umbro e capogruppo in Commissione Affari costituzionali di Fdi, Emanuele Prisco - 25 migranti sono stati trasferiti da Agrigento sul territorio comunale «senza che il Ministero dell'Interno abbia minimamente coinvolto o informato l'autorità locale, sia per il metodo che per le potenziali problematiche sanitarie». Ci sono anche regioni che 'allentanò le misure antiCovid, come dispone la nuova ordinanza sul trasporto pubblico firmata dal presidente della Toscana: su bus extraurbani e su tutti i treni, ma anche sui veicoli a noleggio con conducente e sui taxi, su navi e traghetti e nel trasporto pubblico non di linea, si potrà tornare a viaggiare a 'pieno caricò: quantomeno limitatamente ai posti a sedere.

Nella stessa regione, sui bus urbani, e in tramvia a Firenze, si potrà «derogare dal rispetto della distanza di un metro tra un passeggero e l'altro, senza però andare oltre il 60 per cento dei posti autorizzati, considerando nel conto tanto sia quelli a sedere sia quelli in piedi, dove dovranno comunque essere evitati assembramenti». Non ci sono soltanto allarmi, cautele e nuovi provvedimenti. Con un numero di vittime che, anche se ad un ritmo decisamente più basso, continua incessantemente a salire, c'è chi è riuscito a battere il virus a 102 anni: Alba Perinetti, originaria di Ancona, si era ammalata alla metà di aprile ed era stata ricoverata in ospedale con codice rosso. Ma ora la malattia è alle spalle e a settembre l'anziana si prepara a festeggiare i 103esimo compleanno.

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