AUTOCERTIFICAZIONE

Coronavirus, «I congiunti sono anche i fidanzati». De Micheli: «Divieto di raggiungere le seconde case»

Lunedì 27 Aprile 2020
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Coronavirus, «I congiunti sono anche i fidanzati e affetti stabili». Lo precisa palazzo Chigi

Chi sono i congiunti? Si può andare nelle seconde case? Tutte le migliaia di cittadini che hanno la residenza al Sud ma sono rimasti bloccati al Nord potranno tornare nelle loro case? Per andare a prendere il cibo d'asporto bisognerà prenotare o si farà la fila? E ancora, cambierà l'autocertificazione? Si potranno celebrare le messe e cosa vuol dire funerali all'aperto? Il nuovo Dpcm in vigore dal 4 maggio con il quale partirà ufficialmente la fase 2, lascia aperti una serie di dubbi che dovranno essere chiariti nei prossimi giorni da Palazzo Chigi attraverso l'aggiornamento della Faq. Perplessità ampliate dalle singole ordinanze dei presidenti delle Regioni che già in queste ore stanno procedendo in ordine sparso con provvedimenti uno diverso dall'altro, con il risultato di fare ancora più confusione.

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Parenti e fidanzati, sì o no? Il tema più controverso è sicuramente quello su chi si potrà vedere e chi no. Il Dpcm afferma che «si considerano necessari gli spostamenti per incontrare i congiunti» ma il codice civile non dà una definizione di congiunti, mentre parla di 'parenti e affini'. E, secondo gli esperti di diritto, sono questi gli unici congiunti che sarà consentito vedere. Una nozione che, in senso tecnico, esclude tutti coloro che non sono legati da un vincolo affettivo giuridicamente rilevante, cioè fidanzati e coppie di fatto. Palazzo Chigi ha però già chiarito che nella definizione rientrano anche «fidanzati e affetti stabili». Dal punto di vista della parentela sono congiunti sia i consanguinei legati da ascendenza e discendenza, come genitori e figli, nonni e nipoti, sia chi ha legami orizzontali, come fratelli e sorelle. Gli affini sono invece i cosiddetti parenti acquisiti: suoceri, generi, nuore, cognati e coniugi. 
 

Fase 2, il nodo seconde case


Seconde case, che fare? L'altro grande nodo è quello sulle seconde case. Il Dpcm in vigore, quello dell'11 aprile, afferma che è «vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case». Una formulazione che nel nuovo Dpcm scompare. Dovrebbe quindi essere consentito andare nelle seconde case purché si trovino nella stessa regione, visto che gli spostamenti tra regioni restano vietati. Un principio logico che sbatte però con quanto previsto dall'art. 1, che tra le motivazioni che consentono di spostarsi prevede, come unica novità, quella di far visita ai parenti. C'è poi un ulteriore elemento: lo stesso art.1 stabilisce che «è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza». Dunque se nelle seconde case si hanno domicilio o residenza dovrebbe essere possibile andarci.

Si può tornare al proprio domicilio o residenza? È una questione fondamentale, poiché è legata alla possibilità per migliaia di italiani di muoversi dal nord al sud del paese. Il Dpcm consente questa possibilità, affermando che è consentito «in ogni caso». Ma allo stesso tempo vieta i movimenti tra le Regioni. Secondo il Comitato tecnico scientifico «certamente ci saranno delle circolari interpretative che chiariranno tutti i dubbi». L'indicazione degli esperti, ha però ribadito il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, è che «devono essere limitati più possibile gli spostamenti tra Regioni» e che «rimane in vigore il divieto di spostamento interregionale».

Si possono vedere gli amici? Nì, anche se il premier Conte lo ha escluso. Comunque, l'articolo 1 comma d vieta l' «assembramento di persone in luoghi pubblici e privati». Ma se due o tre amici si danno appuntamento per passeggiare in strada o incontrarsi in libreria - entrambe possibilità consentite - non fanno un assembramento e non violano alcun divieto. Dunque si possono vedere. Nel rispondere su chi sono i congiunti, inoltre, il governo ha sostenuto che tra loro vanno considerati anche gli «affetti stabili». Difficile sostenere che le amicizie non rientrino in questa categoria.

Come gestire l'asporto? Il decreto consente ai ristoranti di aprire per la vendita dei cibi a portar via. Indicando tra l'altro «l'obbligo di rispettare la distanza di un metro» e «il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi». Ma non indica se si dovrà prenotare per forza on line o via telefono o si potrà andare a fare la fila per ordinare.

Messe sì o no? Sul tema la Cei e tutto il mondo cattolico sono partiti all'attacco. Il Dpcm le vieta ma dopo le proteste dei vescovi palazzo Chigi ha già fatto sapere che «nei prossimi giorni ci saranno protocolli per le messe». E i dubbi riguardano pure i funerali, che invece sono consentiti, possibilmente all'aperto e con un massimo di 15 persone. Ma chi controlla che non arrivino, ad esempio, in 20? E cosa significa all'aperto? Vuol dire che devono svolgersi sui sagrati delle chiese o nei cimiteri, che dunque dovranno essere riaperti?

Cambierà l'autocertificazione? Anche in questo caso i dubbi restano. Probabilmente verrà aggiunta la possibilità di far visita ai congiunti. Ma potrebbe anche sparire per gli spostamenti all'interno dei comuni, visto che sono diverse le possibilità di movimento consentite (dal cibo d'asporto alle librerie fino alle passeggiate). E dovrà essere chiarita la questione del rientro al domicilio o residenza.

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Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 14:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA